Trump teme la sconfitta alle elezioni di midterm

Il tycoon invoca la “nazionalizzazione del voto”, i Clinton accettano di testimoniare sul caso Epstein. Mandelson lascia la Camera dei Lord

A cura di Glauco Valentini Redazione
03 febbraio 2026 19:15
Trump teme la sconfitta alle elezioni di midterm - © Ansa
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Dopo le recenti sconfitte alle elezioni locali, ultima quella in Texas, Donald Trump guarda con crescente preoccupazione al voto di midterm di novembre. Il presidente teme una battuta d’arresto per i repubblicani e rilancia una proposta destinata a far discutere: la “nazionalizzazione” del sistema elettorale americano.

«I repubblicani devono prendere il controllo del voto in almeno 15 Stati e nazionalizzare il voto», ha affermato il tycoon, tornando a evocare presunti brogli elettorali e irregolarità già denunciati dopo le presidenziali del 2020. Una linea che si scontra apertamente con la Costituzione degli Stati Uniti, la quale affida l’amministrazione delle elezioni ai singoli Stati e non al governo federale.

Non è la prima volta che Trump solleva il tema. Già la scorsa estate aveva ventilato la possibilità di firmare un ordine esecutivo per garantire, a suo dire, la “correttezza” delle elezioni di medio termine, alimentando le preoccupazioni di giuristi e opposizioni sul rispetto dell’equilibrio istituzionale.

Intanto, sul fronte politico-giudiziario, Bill e Hillary Clinton fanno dietrofront e annunciano la loro disponibilità a testimoniare davanti alla Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti nell’ambito dell’inchiesta sul caso Jeffrey Epstein. Sono in corso negoziati su tempi e modalità dell’audizione.

In Europa, infine, arriva una conseguenza diretta dello stesso scandalo: Peter Mandelson, ex eminenza grigia del New Labour britannico, ha annunciato le dimissioni dalla Camera dei Lord dopo il suo coinvolgimento nel caso legato al faccendiere pedofilo.

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