Santanchè si dimette dal Governo. Nordio resta al suo posto

La ministra del Turismo lascia dopo la sconfitta al referendum. Il Guardasigilli: “Nessuna ragione per cui debba lasciare”

A cura di Glauco Valentini Redazione
25 marzo 2026 18:28
Santanchè si dimette dal Governo. Nordio resta al suo posto - © Ansa
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Il governo affronta le conseguenze della netta vittoria del No alla riforma della giustizia. Dopo il sottosegretario Delmastro e la capo di gabinetto Bartolozzi, arrivano anche le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè, richieste dalla premier Meloni.

Nella sua lettera, Santanchè rivendica un “certificato penale immacolato”, respinge l’idea di essere un capro espiatorio e afferma di lasciare “solo su esplicita richiesta” della premier. In Aula, le opposizioni applaudono alla notizia.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, invece, conferma la sua permanenza: “Non c’è alcuna ragione per cui debba abbandonare il mio posto. La fiducia del governo è stata confermata”.

La resistenza è durata meno di un giorno

Dopo ore di pressioni interne e un tentativo di restare al suo posto, Daniela Santanchè ha annunciato le dimissioni dal ministero del Turismo, nel momento più difficile della sua carriera politica. Una scelta maturata al termine di un confronto serrato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva sollecitato una decisione rapida per evitare ulteriori tensioni nella maggioranza.

“Cara Giorgia, lascio. Il mio certificato penale è immacolato, ma sono abituata a pagare i conti, anche quelli degli altri. Non volevo essere un capro espiatorio”, ha scritto Santanchè nel messaggio con cui ha comunicato il passo indietro. Con la sua uscita salgono a tre le teste cadute dopo la sconfitta al referendum, dopo quelle di Bartolozzi e Delmastro.

Nelle ultime ore si era intensificato il pressing della maggioranza. Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, aveva anticipato che la ministra avrebbe “seguito le indicazioni della premier”, mentre il ministro Ciriani aveva definito “inutile” la mozione di sfiducia annunciata dalle opposizioni.

Dal centrosinistra, però, le critiche si sono concentrate soprattutto su Meloni, invitata a riferire in Parlamento. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha parlato di “debolezza” e di un “sintomo di crisi politica profonda”.

Resta invece al suo posto il ministro della Giustizia Carlo Nordio: ieri tentato dalle dimissioni, oggi determinato a proseguire forte – ha fatto sapere – “della fiducia del governo”.

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