Trump: presto la firma dell'accordo con l'Iran, forse domani o venerdì
Sul fronte internazionale, l’Europa si prepara a giocare un ruolo più attivo nella gestione della sicurezza marittima
Si chiude il G7 di Evian con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che definisce il vertice “un grande successo”, rivendicando i risultati raggiunti sul piano diplomatico e commerciale e difendendo l’intesa con l’Iran in via di definizione.
Secondo quanto dichiarato dal presidente americano, l’accordo con Teheran — atteso per la firma a Lucerna nei prossimi giorni — rappresenterebbe un passo decisivo nella gestione della crisi mediorientale. Trump ha affermato che la firma potrebbe arrivare “presto, forse già domani o venerdì”, sottolineando come il compromesso raggiunto consenta di evitare un’escalation militare nello Stretto di Hormuz, nodo strategico per gli equilibri energetici globali.
“Raggiunge tutti gli obiettivi prefissati e anche di più”, ha dichiarato il presidente americano, aggiungendo che la prosecuzione dei bombardamenti sarebbe stata “stupida” e non avrebbe garantito la riapertura del traffico nello Stretto. Tuttavia, nel mantenere una linea di forte pressione, Trump ha avvertito che la posizione di Washington resta condizionata dal comportamento futuro dell’Iran: “Se Teheran non si comporta bene, ricominceremo a sganciare bombe”.
Sul fronte internazionale, l’Europa si prepara a giocare un ruolo più attivo nella gestione della sicurezza marittima. Parigi e Londra stanno infatti lavorando a una missione nello Stretto di Hormuz, con la possibile partecipazione di circa venti Paesi. Tra questi figurerebbe anche l’Italia, secondo le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, che ha sottolineato la necessità di una risposta coordinata per garantire la libertà di navigazione in una delle aree più sensibili del commercio globale.
Il presidente americano, ospite in serata alla Reggia di Versailles, ha inoltre rilanciato l’auspicio di una rapida conclusione del conflitto in Ucraina, riferendo di “ottimi colloqui” avuti con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con il presidente russo Vladimir Putin. Un messaggio che apre spiragli diplomatici, anche se restano profonde le distanze tra le parti sul terreno militare e politico.
Intanto, fonti europee riferiscono che l’ufficio del presidente del Consiglio europeo António Costa avrebbe avviato contatti indiretti con il Cremlino per esplorare possibili margini di dialogo su Kiev. Un’iniziativa ancora in fase preliminare, che segnala tuttavia la volontà di alcuni attori europei di riaprire canali diplomatici con Mosca in parallelo agli sforzi statunitensi.
Il G7 si chiude dunque tra toni contraddittori: da un lato la soddisfazione per un’intesa con Teheran ancora da consolidare, dall’altro le persistenti tensioni geopolitiche che continuano a attraversare Medio Oriente ed Europa orientale, lasciando aperti numerosi interrogativi sugli sviluppi dei prossimi mesi.