Trump, dimissioni shock all'Antiterrorismo: "No alla guerra in Iran"

L’ex direttore del centro antiterrorismo si scaglia contro la linea dell’amministrazione: “Teheran non era una minaccia imminente”

A cura di Glauco Valentini Redazione
17 marzo 2026 19:18
Trump, dimissioni shock all'Antiterrorismo: "No alla guerra in Iran" - © Getty
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Il capo del Centro per l’antiterrorismo degli Stati Uniti, Joe Kent, ha rassegnato le dimissioni con una dura lettera indirizzata al presidente Donald Trump, prendendo le distanze dalla decisione di avviare un’operazione militare contro l’Iran. Una rottura improvvisa che apre un fronte politico e istituzionale in un momento già segnato da tensioni internazionali.

Nella sua missiva, Kent afferma di non poter “sostenere in buona coscienza la guerra in Iran”, sostenendo che Teheran “non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese”. L’ex responsabile dell’antiterrorismo attribuisce inoltre l’escalation militare alle “pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”, evocando il precedente dell’invasione dell’Iraq del 2003.

La reazione del presidente Trump è stata immediata e tagliente: “Sono felice che sia fuori. Era un bravo ragazzo, ma molto debole sulla sicurezza”, ha dichiarato, liquidando così la posizione del suo ormai ex collaboratore.

Non meno netta la risposta della Casa Bianca. La portavoce Karoline Leavitt ha definito la lettera “piena di falsità”, sostenendo che l’amministrazione disponeva di “prove forti che l’Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti”. Leavitt ha inoltre ribadito che “il commander-in-chief è l’unico che può decidere se una minaccia è vera oppure no”.

Le dimissioni di Kent aggiungono un nuovo elemento di frizione nel dibattito interno alla sicurezza nazionale americana, mentre l’intervento militare in Iran continua a suscitare interrogativi e divisioni ai vertici dell’intelligence e dell’apparato politico.

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