Trump alza i toni: “Riporteremo l’Iran all’età della pietra”

Tensione globale alle stelle: mercati in caduta, razzo sulla base italiana in Libano. Il Papa: “Viviamo un’ora oscura della storia”

A cura di Glauco Valentini Redazione
02 aprile 2026 19:07
Trump alza i toni: “Riporteremo l’Iran all’età della pietra” -
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L’escalation verbale e militare tra Stati Uniti e Iran raggiunge un nuovo picco. Nel suo discorso alla nazione, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Washington è “sulla buona strada per completare i propri obiettivi militari” e che nelle prossime “due-tre settimane” gli Stati Uniti colpiranno Teheran “con forza”, fino a “riportare l’Iran all’età della pietra”.

Le parole del presidente arrivano mentre la diplomazia internazionale tenta ancora di riaprire uno spiraglio negoziale sullo Stretto di Hormuz, cruciale per il transito del petrolio. Le speranze di un accordo immediato si affievoliscono e i mercati reagiscono con violenza: il prezzo del greggio supera i 110 dollari al barile, innescando un’ondata di vendite sulle principali borse mondiali, che recuperano solo parzialmente nel finale grazie alle indiscrezioni su un possibile protocollo tra Iran e Oman per garantire il passaggio delle navi.

Parallelamente, cresce la pressione internazionale. Una coalizione di 40 Paesi sta lavorando per garantire la riapertura dello Stretto, mentre S&P lancia un allarme recessione per l’Unione Europea, rivedendo al ribasso le stime di crescita dell’Italia allo 0,4%.

Intanto, sul fronte mediorientale, un razzo ha colpito la base del contingente italiano Unifil a Shama, nel sud del Libano. L’esplosione ha causato lievi danni alle infrastrutture ma nessun ferito tra i militari italiani. Le autorità stanno indagando sulla provenienza del razzo, in un contesto già segnato da forte instabilità regionale.

La crisi assume anche una dimensione morale e spirituale: Papa Francesco, intervenendo in merito al clima internazionale, ha parlato di “un’ora oscura della storia”, richiamando alla responsabilità e alla ricerca della pace.

Il quadro complessivo resta estremamente fluido, con segnali contrastanti tra minacce militari, tentativi diplomatici e tensioni economiche globali. Le prossime settimane saranno decisive per capire se prevarrà la linea dello scontro o quella del dialogo.

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