Tregua in Libano, gli sfollati tornano a casa
Hezbollah avverte Israele: “Il dito resta sul grilletto”
La tregua di dieci giorni tra Israele e Hezbollah, entrata in vigore dopo sei settimane di combattimenti lungo il confine, sta riportando movimento nelle città del Libano meridionale. Centinaia di sfollati hanno iniziato a rientrare verso le proprie abitazioni, soprattutto nell’area di Sidone, come mostrano le immagini diffuse dai media internazionali e libanesi: famiglie a piedi, auto cariche di bagagli, convogli improvvisati che cercano di riconquistare una normalità sospesa per oltre un mese.
Il cessate il fuoco, frutto di intense pressioni diplomatiche, resta però fragile. Hezbollah ha diffuso un messaggio di avvertimento attraverso l’emittente al‑Manar, citata dal Guardian, dichiarando che i suoi combattenti “terranno il dito sul grilletto” in caso di violazioni da parte di Israele. Il movimento sciita ha parlato di una vigilanza costante “per difendersi dal tradimento e dalla perfidia del nemico”.
Sul terreno, la calma è definita “prudente” dalle autorità locali. Le operazioni di rientro degli sfollati procedono tra macerie, infrastrutture danneggiate e servizi ancora parzialmente interrotti. Le organizzazioni umanitarie avvertono che la ricostruzione richiederà tempo e risorse, mentre la popolazione resta sospesa tra sollievo e timore.