Tour de France, Del Toro sorprende tutti a Barcellona: Pogacar gli regala il trionfo
Vingegaard resta in giallo
Quella che sulla carta sembrava una tappa destinata a esplodere fin dai primi chilometri si è invece trasformata in una giornata molto più tattica e bloccata del previsto. Ma quando la corsa sembrava ormai indirizzata verso un epilogo scontato, sullo strappo finale del Montjuïc è emerso l'uomo che nessuno si aspettava: Isaac Del Toro.
Il giovane messicano della UAE Emirates-XRG ha infiammato gli ultimi 700 metri con una progressione devastante, partita con l'obiettivo di lanciare il proprio capitano, Tadej Pogacar. La sua accelerazione, però, è stata talmente violenta da mettere in seria difficoltà persino la maglia gialla Jonas Vingegaard. Il danese è riuscito comunque a limitare i danni e a conservare il simbolo del primato, mentre Pogacar, resosi conto della superiorità del compagno, ha scelto di non completare il sorpasso. Lo sloveno ha smesso di spingere e, con un gesto di grande sportività, ha lasciato che fosse Del Toro ad alzare le braccia al cielo, conquistando la sua prima vittoria al Tour de France.
L'immagine più bella della giornata arriva pochi istanti dopo il traguardo: il lunghissimo e commosso abbraccio tra Pogacar e Del Toro racconta meglio di qualsiasi parola la forza del gruppo UAE. Il giovane messicano fatica a trattenere l'emozione per un successo destinato a entrare nella storia della sua carriera.
La seconda frazione della Grande Boucle, interamente disputata sulle strade della Catalogna, prende il via da Tarragona con un percorso dal sapore di classica. Il finale, caratterizzato dai ripetuti passaggi sul circuito del Montjuïc, lascia immaginare una corsa aggressiva e ricca di attacchi.
La fuga di giornata nasce quasi subito con Molenaar, Engelhardt e Van den Broek. Un tentativo generoso ma senza reali possibilità di successo, controllato fin dalle prime battute dalla UAE Emirates-XRG. La squadra di Pogacar prende saldamente in mano il ritmo della corsa, mostrando la volontà di imporre la propria superiorità dopo i 12 secondi persi nella cronosquadre inaugurale nei confronti della Visma-Lease a Bike di Jonas Vingegaard.
Con il passare dei chilometri, però, gli attacchi tanto attesi non arrivano. Il gruppo resta compatto sugli strappi del circuito finale, mentre le grandi squadre preferiscono studiarsi piuttosto che scoprirsi. L'unica vera nota negativa riguarda Antonio Tiberi: il capitano della Bahrain-Victorious va in crisi sulle rampe del Montjuïc, perde progressivamente contatto e taglia il traguardo con quasi sei minuti di ritardo. Un colpo durissimo per le sue ambizioni di classifica, compromesse già nella seconda tappa. Tutto si decide così negli ultimi 700 metri. Isaac Del Toro si alza sui pedali e cambia completamente volto alla corsa. La sua accelerazione spacca il gruppo dei migliori e mette in fila tutti i pretendenti alla vittoria. Alle sue spalle Pogacar resta incollato alla ruota, mentre Vingegaard è costretto a inseguire per difendere la maglia gialla. Quando appare evidente che nessuno riuscirà a rimontare il messicano, Pogacar rinuncia allo sprint e sceglie di premiare il lavoro del proprio gregario di lusso. Del Toro può così festeggiare il primo, storico successo alla Grande Boucle, al termine di una dimostrazione di forza e maturità che conferma il suo straordinario talento. Per la UAE Emirates-XRG arriva una doppia soddisfazione: la vittoria di tappa e la consapevolezza di aver mandato un messaggio chiarissimo alla concorrenza. La squadra emiratina è pronta a dare battaglia per la classifica generale e può contare non solo sul fuoriclasse sloveno, ma anche su giovani campioni capaci di fare la differenza nei momenti decisivi.
Vingegaard salva la maglia gialla, ma il finale di Barcellona lascia una certezza: il Tour de France è appena iniziato e il duello tra il danese e Pogacar promette spettacolo. Nel frattempo, il giorno di gloria è tutto di Isaac Del Toro, il gregario che per una sera si è trasformato nell'eroe della Grande Boucle.