Torino, oltre 100 agenti feriti negli scontri: il governo accelera sulla stretta del decreto sicurezza

Torna la proposta della cauzione per chi manifesta. Scontro Lega–sindacati. Meloni: “Valutare anche il tentato omicidio”. Crosetto parla di eversione

A cura di Glauco Valentini Redazione
01 febbraio 2026 15:23
Torino, oltre 100 agenti feriti negli scontri: il governo accelera sulla stretta del decreto sicurezza - Meloni a Torino per visitare agenti feriti negli scontri © Ansa
Meloni a Torino per visitare agenti feriti negli scontri © Ansa
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Sono più di cento gli agenti rimasti feriti negli scontri avvenuti ieri a Torino durante la manifestazione legata al centro sociale Askatasuna. Una giornata di tensione altissima, culminata in cariche, lanci di oggetti e violenti contatti tra manifestanti e forze dell’ordine.

Questa mattina la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto visita agli agenti ricoverati all’ospedale Molinette, esprimendo solidarietà e annunciando una riunione straordinaria del governo prevista per domani. Sul tavolo, nuove misure da inserire nel decreto sicurezza, con l’obiettivo – ha detto – di “ripristinare le regole” e rafforzare gli strumenti di prevenzione.

Tra le ipotesi che tornano a circolare c’è la proposta della Lega di introdurre una cauzione obbligatoria per chi partecipa alle manifestazioni considerate a rischio. Una misura che ha immediatamente riacceso lo scontro politico: la Cgil l’ha definita “incostituzionale”, sottolineando come limiterebbe il diritto di protesta garantito dalla Carta.

Riprende quota anche l’idea del fermo preventivo fino a 12 ore per i soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi. Meloni ha inoltre invitato la magistratura a non escludere l’ipotesi di contestare il reato di tentato omicidio nei casi più gravi.

Durissimo il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato apertamente di “eversione”, definendo alcuni gruppi coinvolti negli scontri “bande armate organizzate militarmente, come le Brigate Rosse”.

Il clima politico si fa dunque sempre più teso, mentre Torino fa i conti con una notte di violenza che riapre il dibattito nazionale su ordine pubblico, libertà di manifestazione e limiti della repressione preventiva.

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