Taiwan risponde a Trump: “Siamo uno Stato sovrano”. Putin atteso in Cina il 19 maggio
Taipei rivendica l’indipendenza. Mosca annuncia una visita di due giorni per rafforzare l’asse con Pechino
Taiwan ribadisce la propria indipendenza dopo le parole del presidente statunitense Donald Trump, che aveva messo in guardia contro dichiarazioni capaci di innescare una guerra con Pechino. Il Ministero degli Esteri dell’isola ha risposto con fermezza: “Taiwan è una nazione democratica, sovrana e indipendente, non subordinata alla Repubblica Popolare Cinese”. Una presa di posizione netta, che arriva in un momento di forte tensione nello Stretto.
Trump, da parte sua, ha negato che l’avvertimento del presidente cinese Xi Jinping rappresentasse una “minaccia” agli Stati Uniti, ridimensionando così la portata dello scontro diplomatico. Le parole del tycoon hanno però riacceso il dibattito internazionale sul futuro dell’isola e sul ruolo di Washington nella regione indo‑pacifica.
Intanto, sul fronte russo‑cinese, il Cremlino conferma che Vladimir Putin sarà in visita ufficiale in Cina il 19 e 20 maggio. Il presidente russo incontrerà Xi Jinping per discutere iniziative volte a “rafforzare il partenariato globale e la cooperazione strategica”, come riferito da Mosca. Un viaggio che si inserisce nel consolidamento dell’asse tra i due Paesi, sempre più coordinati sul piano diplomatico ed economico.
La concomitanza delle tensioni su Taiwan e della missione di Putin a Pechino contribuisce a ridisegnare gli equilibri geopolitici asiatici, con Washington, Taipei, Mosca e Pechino impegnate in un delicato gioco di pressioni e messaggi incrociati.