Stretta Ue sui rimpatri dei migranti: via libera alle nuove regole, detenzione fino a due anni

Approvato il nuovo regolamento europeo sui rimpatri degli irregolari

A cura di Redazione Redazione
17 giugno 2026 15:14
Stretta Ue sui rimpatri dei migranti: via libera alle nuove regole, detenzione fino a due anni -
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L’Unione europea compie un nuovo passo nella riforma delle politiche migratorie con il via libera definitivo al regolamento che introduce norme più rigide per il rimpatrio dei cittadini stranieri che soggiornano irregolarmente nel territorio comunitario. Il provvedimento, sostenuto dal Partito Popolare Europeo insieme ai gruppi conservatori e di destra, punta a rendere più efficaci le procedure di espulsione e ad aumentare il tasso di esecuzione dei rimpatri, da anni considerato uno dei punti deboli della gestione migratoria europea.

Secondo le nuove disposizioni, una decisione di rimpatrio comporterà per il migrante l’obbligo di lasciare immediatamente il territorio dello Stato membro interessato oppure entro il termine stabilito dalle autorità competenti. In caso di mancata collaborazione o rischio di fuga, sarà possibile disporre il trattenimento amministrativo per periodi significativamente più lunghi rispetto a quelli previsti in molti ordinamenti nazionali, fino a un massimo di due anni.

Tra gli aspetti più discussi del regolamento figura inoltre la possibilità di trasferire i migranti destinatari di un provvedimento di espulsione in centri di rimpatrio situati nel territorio di Paesi terzi, sulla base di accordi specifici conclusi dall’Unione europea o dai singoli Stati membri. Una misura che non potrà essere applicata ai minori non accompagnati, esclusi esplicitamente dal nuovo sistema.

L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è quello di rendere più rapida ed efficace l’esecuzione dei rimpatri, riducendo il numero di persone che, pur essendo destinatarie di un ordine di espulsione, continuano a rimanere sul territorio europeo. Secondo la Commissione europea, solo una parte delle decisioni di rimpatrio emesse ogni anno viene effettivamente eseguita, con conseguenze sulla credibilità delle politiche migratorie comuni e sulla gestione delle frontiere esterne.

Soddisfazione è stata espressa dal governo italiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito l’approvazione del regolamento “un grande successo dell’Italia in Europa”, sottolineando come il testo recepisca alcune delle proposte sostenute da Roma negli ultimi anni. Per la premier, la possibilità di utilizzare strutture di rimpatrio in Paesi terzi rappresenta una conferma della validità dell’approccio promosso dall’Italia con il cosiddetto “modello Albania”, basato sulla gestione esterna di alcune procedure migratorie.

Le nuove norme, tuttavia, continuano a suscitare forti perplessità da parte delle organizzazioni umanitarie e di diversi gruppi politici europei, che temono possibili criticità sul fronte della tutela dei diritti fondamentali dei migranti e delle garanzie giuridiche nei Paesi terzi coinvolti. Il confronto politico sul tema dell’immigrazione resta quindi aperto, ma il voto segna un cambio di passo significativo nella strategia europea, sempre più orientata verso un controllo più rigoroso dei flussi migratori e un rafforzamento degli strumenti di rimpatrio.

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