Spagna, la moglie di Sánchez rinviata a giudizio: passaporto ritirato e divieto di lasciare il Paese

Il giudice Juan Carlos Peinado dispone misure cautelari per Begoña Gómez, ritenendo concreto il rischio di fuga

A cura di Redazione Redazione
20 giugno 2026 15:08
Spagna, la moglie di Sánchez rinviata a giudizio: passaporto ritirato e divieto di lasciare il Paese -
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Nuovo sviluppo giudiziario nel caso che coinvolge Begoña Gómez, moglie del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez. Il giudice istruttore di Madrid, Juan Carlos Peinado, ha disposto il rinvio a giudizio della consorte del premier e contestualmente ha imposto una serie di misure cautelari, tra cui il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l’obbligo di comparire davanti al tribunale ogni quindici giorni. La decisione è motivata dal rischio di fuga individuato dal magistrato.

Secondo l’ordinanza emessa oggi e riportata dai principali media spagnoli, Gómez dovrà affrontare un processo per presunti reati legati a traffico di influenze, corruzione negli affari, appropriazione indebita e malversazione. Le accuse riguardano presunti vantaggi ottenuti sfruttando il proprio ruolo di moglie del capo del governo, circostanza che l’interessata ha sempre respinto con fermezza.

Le stesse misure cautelari sono state applicate anche a Cristina Álvarez, collaboratrice di Gómez coinvolta nell’inchiesta, mentre il giudice ha ritenuto di non imporre restrizioni analoghe all’imprenditore Juan Carlos Barrabés, anch’egli sotto processo nell’ambito della stessa vicenda.

L’indagine, avviata nell’aprile del 2024, rappresenta uno dei casi giudiziari più delicati degli ultimi anni per il governo socialista di Sánchez. La procura e i legali della difesa avevano chiesto l’archiviazione del procedimento, sostenendo l’insufficienza degli elementi probatori, ma il giudice Peinado ha ritenuto conclusa la fase istruttoria e ha deciso di procedere con il giudizio.

La decisione ha immediatamente acceso il dibattito politico in Spagna. Esponenti del Partito Socialista e membri dell’esecutivo hanno criticato duramente il provvedimento, parlando di una scelta priva di solide basi giuridiche e denunciando una possibile strumentalizzazione politica della vicenda. Dall’opposizione, invece, si sottolinea la necessità che il procedimento giudiziario segua il proprio corso senza interferenze.

Il caso continua dunque a rappresentare una fonte di forte pressione per il governo Sánchez, già alle prese con altre inchieste che coinvolgono persone vicine all’esecutivo. L’apertura del processo segna ora una nuova fase giudiziaria destinata ad avere inevitabili ripercussioni anche sul piano politico.

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