Solo un migliaio di autovelox risultano automaticamente omologati sui 11.000 rilevati
Il Ministero: “Registrati sulla piattaforma appena 3.800 dispositivi”. Il decreto inviato al Mimit e ora atteso a Bruxelles per la procedura Tris
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha diffuso nuovi dati sul censimento nazionale degli autovelox, restituendo un quadro che evidenzia forti criticità nella regolarità dei dispositivi installati sul territorio. Su circa 11.000 apparecchi informalmente rilevati, solo 3.800 risultano registrati sulla piattaforma ministeriale, primo requisito per entrare nel perimetro ufficiale di controllo. Di questi, poco più di 1.000 soddisfano automaticamente i criteri di omologazione previsti nella fase di adozione del nuovo decreto.
Il Mit ha inoltre comunicato di aver trasmesso al Mimit il decreto autovelox, passaggio necessario per la successiva notifica alla Commissione europea nell’ambito della procedura Tris, che prevede una clausola di stand still di 90 giorni. Durante questo periodo, il provvedimento non potrà entrare in vigore, in attesa delle eventuali osservazioni da parte dell’Unione Europea.
Il decreto è stato inviato anche al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il relativo parere tecnico, ulteriore step verso la definizione del quadro normativo che disciplinerà l’omologazione e l’utilizzo dei dispositivi di rilevazione della velocità.
Il censimento, avviato per garantire maggiore trasparenza e uniformità nei controlli, conferma dunque una situazione frammentata: la maggior parte degli autovelox presenti sul territorio non risulta ancora inserita nel sistema ufficiale, mentre solo una quota ridotta è già conforme ai requisiti previsti. Una fotografia che anticipa un possibile riordino complessivo del settore, in attesa dell’esito della procedura europea e dell’entrata in vigore del nuovo decreto.