Lago di Garda, riaperto il caso di Hanna e Oleksii

La gip di Rovereto respinge l’archiviazione: nuove indagini sulla sicurezza di Punta Lido

A cura di Glauco Valentini Redazione
30 gennaio 2026 19:29
Lago di Garda, riaperto il caso di Hanna e Oleksii - Repertorio
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La giudice per le indagini preliminari di Rovereto, Consuelo Pasquali, ha rigettato la richiesta di archiviazione sulla morte di Hanna Shabratska e del figlio Oleksii, annegati nel lago di Garda il 16 luglio 2024 a Riva del Garda. Madre e figlio, fuggiti dall’Ucraina, persero la vita nel tratto di Punta Lido, da tempo considerato pericoloso.

La decisione apre a nuove indagini per chiarire quale ufficio della Provincia di Trento sia responsabile della gestione e della sicurezza di quel tratto di lago. Determinante l’opposizione presentata dal compagno della donna, supportata da una consulenza tecnica che ha evidenziato il rischio legato alle cosiddette “correnti di densità”, generate dall’incontro tra le acque fredde del torrente Varone e quelle più calde del lago.

La gip ha disposto l’iscrizione del caso nel registro delle notizie di reato e ulteriori accertamenti sulle eventuali responsabilità istituzionali, anche alla luce di altri incidenti mortali avvenuti nella stessa zona e del divieto di balneazione introdotto solo sette mesi dopo la tragedia. L’obiettivo è prevenire nuovi episodi simili in futuro.

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