Scritte contro Meloni a Bologna, Almici (FdI): "Bene l'intervento della Questura"

La consigliera: "Isolare politicamente e culturalmente chi alimenta l'estremismo". Il riferimento alle minacce comparse il 4 agosto e al Daspo urbano per un 23enne francese

A cura di Glauco Valentini Redazione
13 agosto 2026 19:54
Scritte contro Meloni a Bologna, Almici (FdI): "Bene l'intervento della Questura" - La scritta contro la premier Giorgia Meloni apparsa sui muri di Bologna
La scritta contro la premier Giorgia Meloni apparsa sui muri di Bologna
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"Una pistola puntata alla tempia di Giorgia Meloni e la scritta 'Morte a Meloni e ai fasci' sui muri del centro di Bologna. Non è satira, non è protesta, non è dissenso. È odio". Così Cristina Almici, esponente di Fratelli d'Italia, commenta le scritte intimidatorie comparse in città lo scorso 4 agosto contro la premier, per le quali un ventitreenne francese è stato colpito da Daspo urbano.

Almici ricorda che non si tratta di un episodio isolato: "A Bologna, nel 2022, un fantoccio raffigurante Giorgia Meloni venne appeso a testa in giù sotto le Due Torri. Nel 2025 è comparsa la scritta 'Spara a Giorgia', accompagnata dalla stella a cinque punte e dalla sigla BR, prima a Marina di Pietrasanta e poi a Busto Arsizio".

La consigliera esprime apprezzamento per l'intervento della Questura e per le condanne arrivate dal sindaco Matteo Lepore e dal presidente della Regione Michele de Pascale, ma chiede un passo ulteriore: "Serve isolare politicamente e culturalmente, senza ambiguità, chi alimenta l'estremismo e considera Giorgia Meloni e il centrodestra nemici da colpire anziché avversari politici da contrastare democraticamente".

"Le parole hanno un peso – prosegue Almici –. Rappresentare un presidente del Consiglio con una pistola alla tempia, invocare la sua morte o appenderne un fantoccio a testa in giù significa superare un confine che una democrazia non può permettersi di normalizzare". Un richiamo, quindi, alla storia italiana e ai rischi della saldatura tra odio politico e violenza: "Non aspettiamo che dalle parole qualcuno decida di passare ai fatti. Giorgia Meloni non si farà intimidire, e noi siamo al suo fianco".

Infine l'appello alla sinistra: "Chiediamo coerenza: non soltanto solidarietà quando compare una minaccia, ma una rottura netta con ogni estremismo, anche quando si manifesta nelle piazze che considera politicamente più vicine. Su una cosa non possono esistere doppi standard: chi minaccia, chi inneggia alla violenza e chi aggredisce le forze dell'ordine deve trovare davanti a sé lo Stato e, attorno a sé, il vuoto politico. Questo significa difendere la democrazia".

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