Morta a 26 anni durante una diretta: ancora polemiche sulla tossicità dei fandom K-Pop
Al centro delle polemiche ci sarebbe un episodio avvenuto pochi giorni prima durante un incontro con gli Enhypen
La morte a 26 anni dell’influencer giapponese Mina Chan ha riacceso il dibattito sulla pressione e sulle dinamiche tossiche presenti in alcuni fandom K-Pop. Secondo le ricostruzioni riportate nel testo, la giovane sarebbe morta il 5 agosto nella propria abitazione a Seoul, dopo un episodio trasmesso in diretta su TikTok.
Al centro delle polemiche ci sarebbe un episodio avvenuto pochi giorni prima durante un incontro con gli Enhypen. Mina Chan avrebbe consegnato dei girasoli a Sunoo, chiedendogli di dare delle rose a Ni-ki, ottenendo così una foto con entrambi. Il gesto avrebbe suscitato reazioni negative tra alcuni fan del gruppo.
Nei giorni successivi, l’influencer avrebbe ricevuto critiche e minacce online, arrivando a pubblicare delle scuse sui social. La vicenda ha quindi alimentato nuove discussioni sul cyberbullismo e sull’eccessivo controllo esercitato da alcune comunità di fan nei confronti dei propri membri.
Il caso riporta inoltre l’attenzione sulle regole molto rigide che circondano l’industria K-Pop e sul rapporto, spesso complesso, tra artisti, agenzie e fandom.