Scontro diplomatico sulle spese mediche dei feriti di Crans-Montana

Roma-Berna, tensione sul rimborso dei 100mila franchi richiesti dalla Svizzera

A cura di Glauco Valentini Redazione
24 aprile 2026 19:15
Scontro diplomatico sulle spese mediche dei feriti di Crans-Montana -
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Le spese mediche dei tre giovani italiani rimasti feriti nel rogo del locale Constellation di Crans-Montana diventano un caso diplomatico tra Italia e Svizzera. Le autorità elvetiche hanno comunicato all’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, l’intenzione di chiedere a Roma il rimborso di 100mila franchi (circa 108mila euro) per il breve ricovero dei ragazzi all’ospedale di Sion.

Il presidente del Cantone Vallese, Mathias Reynard, ha spiegato che non esistono margini normativi per assumere direttamente i costi, che devono quindi essere addebitati secondo le procedure del sistema sanitario svizzero.

La replica dell’Italia: “Non pagheremo”

La risposta italiana è stata immediata e netta. L’ambasciatore Cornado ha dichiarato che l’Italia non pagherà, richiamando il principio di reciprocità: il nostro Paese, infatti, si è fatto carico per settimane delle cure di due cittadini svizzeri all’Ospedale Niguarda di Milano, e la Protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi nelle prime ore della tragedia con un proprio elicottero.

Cornado ha inoltre definito “un errore” l’invio alle famiglie delle prime fatture da parte dell’ospedale di Sion, alcune delle quali raggiungevano cifre molto elevate, tra 15mila e 60mila franchi.

Un caso che alimenta tensioni già forti

La vicenda si inserisce in un clima già teso dopo la strage di Capodanno, in cui hanno perso la vita 41 persone. Le responsabilità sulla sicurezza del locale e sui controlli mancati restano al centro delle indagini, mentre il tema dei costi sanitari apre un nuovo fronte tra i due Paesi.

Il governo italiano, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha ribadito che non vi è alcuna responsabilità italiana e che “devono pagare gli svizzeri”, chiamando in causa i gestori del locale e le autorità che avrebbero dovuto vigilare.

Le condizioni dei feriti

Intanto prosegue il recupero dei giovani sopravvissuti. Tra loro, la 15enne Elsa Rubino, trasferita dall’ospedale di Zurigo al Centro grandi ustionati di Torino e ora fuori pericolo dopo 58 giorni di terapia intensiva.

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