Scambio di embrioni al San Raffaele: ora si punta sul sistema anti-errore
Gli ispettori del Centro nazionale trapianti e dell'Ats raccomandano la testimonianza elettronica. A Milano lo usano solo quattro centri su molti
Dopo il caso dello scambio di embrioni avvenuto al San Raffaele, i vertici della Sanità pubblica spingono perché nei centri di procreazione medicalmente assistita venga adottato un sistema anti-errore. "Si raccomanda di acquisire il sistema di testimonianza elettronica, considerati i volumi di attività del Centro": questa l'indicazione recapitata all'ospedale dagli ispettori del Centro nazionale trapianti e dell'Ats al termine dei controlli, come riportato dal Corriere della Sera.
A Milano, al momento, il sistema sarebbe in uso in soli quattro centri: la Mangiagalli, il San Paolo, l'Igea e la clinica La Madonnina.
Si tratta del sistema RI Witness, presente sul mercato dal 2007 e con oltre 300 installazioni nel mondo. In Italia, tuttavia, non è obbligatorio: la decisione di dotarsene resta affidata alla scelta del singolo centro.