Sarajevo, perquisizioni del ROS su un indagato per i presunti “cecchini del weekend”

Sequestrati una fotografia con attrezzatura tecnica e un silenziatore. L’ex compagna: “Mi disse di aver ucciso persone in Bosnia”

A cura di Redazione Redazione
17 giugno 2026 15:23
Sarajevo, perquisizioni del ROS su un indagato per i presunti “cecchini del weekend” -
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I carabinieri del ROS hanno perquisito l’abitazione di uno dei quattro indagati nell’inchiesta sugli ipotetici “cecchini del weekend” che avrebbero operato a Sarajevo durante la guerra negli anni ’90. L’indagine ipotizza un coinvolgimento di cittadini stranieri in viaggi in Bosnia durante l’assedio della capitale, con possibili responsabilità in episodi di omicidio legati al conflitto.

Durante la perquisizione sono stati sequestrati alcuni elementi ritenuti di interesse investigativo, tra cui una fotografia considerata “significativa” dagli inquirenti, nella quale l’indagato appare con attrezzatura tecnica, e un silenziatore. Il materiale sarà ora analizzato per verificare eventuali collegamenti con le ipotesi di reato al centro dell’inchiesta.

L’indagine, ancora nella fase preliminare, ruota attorno a una serie di testimonianze e riscontri che gli investigatori stanno cercando di consolidare. Gli inquirenti stanno ricostruendo movimenti, contatti e possibili viaggi nell’area balcanica durante il conflitto jugoslavo, in particolare nella Sarajevo assediata tra il 1992 e il 1996, uno dei periodi più drammatici della guerra in Bosnia ed Erzegovina.

Un elemento ritenuto rilevante dagli investigatori sarebbe il racconto dell’ex compagna di uno degli indagati, che avrebbe riferito agli inquirenti dettagli personali e confidenziali. Secondo quanto dichiarato, l’uomo le avrebbe raccontato di aver vissuto esperienze traumatiche durante la guerra, arrivando a sostenere di aver “ucciso delle persone” e di essere stato in Bosnia “a combattere”. Dichiarazioni che, se confermate e inserite nel contesto probatorio, potrebbero assumere rilievo nell’inchiesta.

Il caso riporta l’attenzione su una delle pagine più oscure del conflitto bosniaco: l’assedio di Sarajevo, durante il quale la città fu sottoposta per anni a bombardamenti e fuoco di cecchini, con migliaia di vittime civili. Proprio su questo scenario si concentra ora il lavoro degli investigatori, che dovranno verificare eventuali collegamenti tra i sospetti e la presenza di stranieri coinvolti in episodi di violenza.

L’inchiesta resta comunque coperta da riserbo e le posizioni degli indagati sono al momento tutte da accertare. La procura dovrà ora valutare il materiale sequestrato e le testimonianze raccolte per stabilire l’eventuale sussistenza di responsabilità penali.

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