San Siro, nove indagati per turbativa d’asta: “Favoriti interessi privati a scapito della collettività”
Nel mirino ex assessori, dirigenti comunali e consulenti di Inter e Milan. L’inchiesta ipotizza turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio sulla vendita del Meazza
La Procura di Milano ha iscritto nove persone nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita dello stadio di San Siro a Inter e Milan. Le ipotesi di reato contestate sono turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio, con l’accusa di aver favorito interessi privati a discapito dell’interesse pubblico nella gestione del procedimento.
Tra gli indagati figurano gli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, oltre a ex manager e consulenti dei due club milanesi. Nel fascicolo compaiono anche Simona Collarini, all’epoca responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune e responsabile unico del procedimento sullo stadio, e i consulenti Fabrizio Grena (Inter) e Marta Spaini (Milan).
Secondo gli inquirenti, la procedura che avrebbe dovuto portare alla cessione del Meazza ai due club potrebbe essere stata condizionata da informazioni riservate e da scelte orientate a privilegiare gli interessi delle società calcistiche, anziché quelli della collettività. L’obiettivo dell’indagine è verificare se la vendita sia stata gestita in modo da alterare la concorrenza o da limitare la trasparenza del processo decisionale.
Gli accertamenti proseguono con l’analisi degli atti amministrativi e delle comunicazioni intercorse tra Comune, consulenti e club, per ricostruire eventuali pressioni o condotte illecite. Nessuna misura cautelare è stata al momento disposta, mentre gli indagati avranno la possibilità di fornire la propria versione dei fatti nelle prossime settimane.