Salvini lascia la guida della Lega per ricandidarsi
Dimissioni da segretario, un passo formale ma necessario in vista del Congresso del 24-25 ottobre
Matteo Salvini si dimette da segretario della Lega. Si tratta di un atto formale, ma indispensabile: senza le dimissioni, infatti, non potrebbe presentare la propria candidatura al Congresso federale in programma il 24 e 25 ottobre, dove ci si attende che torni a correre per la guida del partito.
Il passaggio congressuale porta con sé anche una novità simbolica. Il nuovo emblema della Lega cancella il riferimento a “Salvini premier”, la dicitura che aveva accompagnato il partito nelle ultime stagioni elettorali. Una scelta che segna un cambio di fase nell’identità visiva del movimento, senza però incidere, almeno sulla carta, sulla leadership.
Sul fronte istituzionale, intanto, si allarga il fronte dei ricorsi contro la nuova legge elettorale. La Rete per un voto libero e uguale ha sollevato sei punti di criticità davanti alla Corte costituzionale, contestando la compatibilità della riforma con i principi di libertà e uguaglianza del voto sanciti dalla Carta.
Il Congresso di fine ottobre sarà dunque il banco di prova per il segretario uscente, mentre la Consulta dovrà pronunciarsi su una legge destinata a ridisegnare le regole del voto.