Salvini chiude con Vannacci: "Non mi frega più"
Il segretario della Lega blinda la sua leadership e rilancia: «Resto per altri tre anni». Intanto il partito propone le primarie per Milano, ma la coalizione si divide
Matteo Salvini ha scelto il palcoscenico della tre giorni dei giovani leghisti a Milano Marittima per regolare i conti con il passato e tracciare la rotta del futuro. Sul generale Roberto Vannacci, già europarlamentare eletto nelle file del partito, il segretario ha usato parole nette: «Non porto rancore, è una delusione più umana che politica. Ma non mi frega più». Una chiusura definitiva, senza spazio per ripensamenti.
Altrettanto perentorio il messaggio interno al partito: Salvini non ha nessuna intenzione di lasciare la guida della Lega. «Resto segretario per i prossimi tre anni», ha dichiarato, invitando poi i governatori Luca Zaia e Massimiliano Fedriga a stare al suo fianco, in quello che suona come un appello all'unità della corrente autonomista.
Sul piano personale, Salvini non nasconde le proprie ambizioni: «Se rivinciamo, mi piacerebbe tornare al Viminale». E aggiunge, con una battuta che vale come impegno: «In ogni caso, niente giardinetti».
Sul fronte milanese, la Lega lancia una proposta destinata a far discutere: le primarie di centrodestra per scegliere il candidato sindaco del capoluogo lombardo. La proposta divide già la coalizione — Maurizio Lupi la boccia, Paolo Locatelli la promuove — e rischia di aprire un nuovo fronte di tensione interna.
Parallelamente, si infiamma il dibattito sulla legge elettorale. Le opposizioni annunciano battaglia e domani presenteranno i primi emendamenti. Dentro la maggioranza, intanto, cresce la tensione sulla questione delle preferenze: un nodo tecnico che cela però profondi equilibri politici tra i partiti di governo.