Salario giusto e rischi energetici: il Governo accelera, cresce l’allarme delle imprese
Oggi il decreto lavoro in Consiglio dei ministri. Incentivi legati alle retribuzioni e novità per i rider. Confindustria avverte: dalla guerra possibile shock energetico
Il decreto lavoro approda oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri, alla vigilia del Primo maggio, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il principio del “salario giusto”. Il provvedimento punta a introdurre un sistema di incentivi per le aziende che applicano livelli retributivi considerati adeguati, nel tentativo di contrastare il lavoro povero e sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori.
Tra le novità allo studio figura anche una stretta sul settore delle consegne: per i rider potrebbe diventare obbligatorio un account identificato tramite Spid, misura pensata per aumentare trasparenza, tracciabilità e tutele in un comparto spesso al centro di polemiche su diritti e sicurezza.
Parallelamente al dossier lavoro, cresce la preoccupazione sul fronte internazionale. Il protrarsi della guerra in Medio Oriente rischia di avere ripercussioni dirette sull’economia europea, in particolare sul costo e sulla disponibilità dell’energia. A lanciare l’allarme è Confindustria, che parla apertamente del rischio di una crisi energetica senza precedenti qualora le tensioni dovessero intensificarsi o coinvolgere snodi strategici per le forniture.
Le imprese temono un nuovo aumento dei prezzi di gas e petrolio, con effetti a catena su produzione, inflazione e competitività. Un quadro che potrebbe complicare ulteriormente l’attuazione delle politiche salariali previste dal governo, proprio mentre si cerca di sostenere redditi e consumi.
Intanto, segnali di cautela arrivano anche dai mercati finanziari: apertura piatta questa mattina per la Borsa di Tokyo, in un clima di attesa e incertezza legato sia agli sviluppi geopolitici sia alle prossime mosse delle principali economie globali.