"Russia va fermata": Zelensky invoca nuovi aiuti dopo raid nemico in Ucraina, 3 morti e 20 feriti
Il presidente ucraino ha inoltre denunciato l'intensificazione degli attacchi russi nell'ultima settimana
È di almeno tre morti e 20 feriti il bilancio dei raid russi condotti tra la notte e questa mattina in diverse zone dell'Ucraina. A riferirlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post pubblicato su X.
Due persone sono morte e altre 14 sono rimaste ferite a Kryvyi Rih, mentre un'altra vittima è stata registrata nella regione di Sumy. Altri sei feriti si contano a Kiev e nella regione circostante.
Zelensky ha inoltre denunciato l'intensificazione degli attacchi russi nell'ultima settimana. Secondo il presidente ucraino, sono state colpite 13 regioni del Paese, con il lancio di oltre 1.550 droni d'attacco, quasi 1.560 bombe aeree guidate e 62 missili, la maggior parte dei quali, secondo Kiev, di tipo balistico.
"Kremenchuk e Kryvyi Rih sono stati colpiti da missili balistici", ha scritto Zelensky, accusando la Russia di prendere di mira le infrastrutture civili "ovunque possa arrivare con i suoi missili balistici". Il presidente ucraino ha inoltre riferito di una nuova ondata di droni russi lanciata nella mattinata.
Di fronte all'intensificarsi degli attacchi, Zelensky ha rinnovato l'appello ai Paesi occidentali affinché forniscano ulteriori sistemi e intercettori per rafforzare la difesa aerea ucraina.
Il presidente ha sottolineato in particolare la necessità di utilizzare i sistemi di difesa disponibili per proteggere le popolazioni e le infrastrutture. Secondo Zelensky, "quando i missili balistici nordcoreani distruggono infrastrutture e provocano vittime qui in Europa, gli intercettori europei non possono semplicemente restare in deposito".
"La Russia deve essere fermata", ha concluso il presidente ucraino, ribadendo la richiesta di un ulteriore sostegno militare occidentale a Kiev.