Referendum Giustizia, ha vinto il NO: reazioni da tutto lo spettro politico
Dalla maggioranza che prende atto del risultato all’opposizione che parla di “primavera politica”: il fronte politico si ricompatta attorno alla lettura del voto
Il vantaggio del No al referendum sulla giustizia appare ormai definitivo secondo le prime proiezioni. La maggioranza di governo riconosce l’esito: la premier Giorgia Meloni parla di “decisione chiara degli italiani”, esprime rammarico per “un’occasione persa” ma ribadisce che l’esecutivo “andrà avanti con determinazione”. Sulla stessa linea il ministro Nordio, che “prende atto della scelta del popolo sovrano”, e i vicepremier Tajani e Salvini, che sottolineano rispetto per il voto e la necessità di proseguire con le riforme.
Nel campo del No, il Pd esulta: Elly Schlein rivendica una “vittoria inattesa” e attribuisce ai giovani un ruolo decisivo, parlando di “maggioranza alternativa già esistente nel Paese”. Giuseppe Conte celebra una “sonora vittoria” e vede nell’affluenza “l’inizio di una nuova stagione politica”, aprendo anche all’ipotesi di primarie nel fronte progressista.
Tra i comitati civici, Rosy Bindi e Giovanni Bachelet parlano di un risultato “a difesa della Costituzione” e dell’autonomia della magistratura. Sul fronte del Sì, Nicolò Zanon e Alessandro Sallusti riconoscono la sconfitta senza rimpianti, pur lamentando lo stop a una stagione riformista.
Anche Matteo Renzi commenta il voto ricordando le proprie dimissioni dopo il referendum del 2016 e invita Meloni a “ascoltare la voce del popolo”.