Raid USA su Kharg: Washington rivendica 90 obiettivi militari colpiti
Per il Pentagono l’operazione è stata “su vasta scala”, ma l’Iran assicura: “Esportazioni regolari, nessuna vittima”
Gli Stati Uniti affermano di aver colpito oltre 90 obiettivi militari iraniani sull’isola di Kharg, snodo strategico che gestisce circa il 90% dell’export petrolifero della Repubblica islamica. Lo ha reso noto il Comando centrale americano (Centcom) in un comunicato diffuso su X, definendo l’operazione “un attacco su vasta scala” mirato a neutralizzare infrastrutture militari senza compromettere quelle energetiche.
Secondo Washington, i raid hanno distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e “numerosi altri siti militari”, preservando però le strutture legate alla produzione e al trasporto del greggio.
Una versione diametralmente opposta arriva però da Teheran. Fonti iraniane, citate dalle agenzie locali Tasnim e Mehr, sostengono che le esportazioni di petrolio dall’isola proseguono “normalmente” e che il terminal è “pienamente operativo”. Le autorità riferiscono inoltre che non si registrano vittime e che “la situazione sull’isola è tornata rapidamente alla normalità”.
Il contrasto tra le due narrazioni riflette la delicatezza del teatro strategico di Kharg, cuore dell’economia energetica iraniana e punto nevralgico delle tensioni tra Washington e Teheran. Le prossime ore chiariranno l’effettiva portata dei danni e le possibili ripercussioni sul mercato petrolifero e sulla stabilità regionale.