Quattro anni di invasione russa: spiragli di dialogo mentre l’Ue prepara nuove sanzioni
Pressioni internazionali per un vertice Kiev‑Mosca. Budapest frena il nuovo pacchetto europeo. Il Papa: “La pace è urgente”
A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, l’Ucraina continua a vivere tra il peso della guerra e la ricerca di un varco diplomatico. L’inviato speciale degli Stati Uniti, Amos Hochstein Witkoff, ha espresso l’auspicio di un nuovo round di colloqui entro le prossime tre settimane, con l’obiettivo di arrivare a un incontro diretto tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Un’ipotesi che, pur lontana dall’essere concreta, riaccende il dibattito internazionale sulla possibilità di un cessate il fuoco negoziato.
Domani l’Unione europea dovrebbe adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Ma il via libera non sarà unanime: l’Ungheria ha già annunciato il proprio veto. “Finché l’Ucraina non riprenderà il transito di petrolio verso l’Ungheria e la Slovacchia, non voteremo decisioni importanti per Kiev”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Péter Szijjártó, confermando la linea dura di Budapest contro ulteriori misure restrittive.
Sul fronte internazionale arriva anche l’appello di Papa Francesco, che durante l’Angelus ha ribadito la necessità di accelerare ogni sforzo diplomatico: “La pace per l’Ucraina è urgente e non può essere rinviata”.
Intanto, sul piano interno, il governo italiano si prepara a porre la fiducia anche al Senato sul decreto Ucraina. Alla Camera il testo era stato blindato, con una maggioranza rafforzata anche dal voto favorevole dei deputati vicini a Vannacci sulla fiducia, ma non sul provvedimento finale. Un equilibrio politico delicato che riflette la complessità del dibattito italiano sul sostegno a Kiev.