Polemica a Genova, il "Vannacciano" Maresca: "La Decima Mas salvò il porto"

Il consigliere comunale di Futuro Nazionale pubblica sui social un'immagine realizzata con l'intelligenza artificiale

A cura di Redazione Redazione
21 agosto 2026 09:08
Polemica a Genova, il "Vannacciano" Maresca: "La Decima Mas salvò il porto" - Francesco Maresca PH ANSA
Francesco Maresca PH ANSA
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È polemica a Genova per un post pubblicato sui social da Francesco Maresca, consigliere comunale di Futuro Nazionale ed ex assessore comunale di Fratelli d'Italia durante la sindacatura di Marco Bucci. "La Decima Mas salvò il porto di Genova", ha scritto Maresca, accompagnando il messaggio con un'immagine realizzata con l'intelligenza artificiale.

Le parole hanno immediatamente suscitato la reazione del Partito democratico e dell'Anpi, che hanno ricordato come Genova, medaglia d'oro al Valor militare, si sia liberata grazie all'insurrezione dei partigiani, alla mobilitazione dei lavoratori e all'intervento della Chiesa. La città fu inoltre l'unica in Europa a ottenere la resa di un corpo d'armata tedesco prima dell'arrivo delle forze alleate.

Nel pomeriggio, Maresca è tornato sull'argomento con un secondo messaggio, modificando in parte la formulazione iniziale: "I portuali, la X Mas e la Chiesa hanno salvato il Porto di Genova dalle mine tedesche nel 1945".

Una precisazione che non ha però placato le polemiche. La sezione provinciale dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia ha risposto in modo durissimo, ricostruendo i passaggi della Liberazione di Genova: "Genova e il suo porto furono salvati dal Comitato di liberazione nazionale, dai lavoratori e dal cardinale Pietro Boetto. Nausea. Non ci sono altre sensazioni che si possano provare di fronte alla provocazione di Maresca: mai si è ascoltata una falsità storica di questo genere".

L'Anpi ha quindi accusato Maresca di voler capovolgere il significato storico degli avvenimenti: "La Storia non fa polemiche: semplicemente è ciò che è, senza 'scoperte' che vogliono trasformare i vinti in vincitori, i boia in liberatori".

La vicenda riguarda in particolare le ultime fasi della Seconda guerra mondiale. I nazisti avevano minato il porto di Genova e Hitler aveva ordinato di farlo saltare. I lavoratori e i partigiani avviarono un'opera di sabotaggio, mentre il cardinale Pietro Boetto condusse una trattativa che portò alla firma della resa del generale tedesco Günther Meinhold a Villa Migone.

L'Anpi ha poi ricordato anche il ruolo della X Mas negli ultimi giorni del conflitto: "All'Hotel Columbia il maggiore della X Mas Arillo firmò la resa delle truppe repubblichine: altro che il salvataggio del porto! Fu una resa di fronte a una sconfitta totale e assoluta delle camicie nere, questa è la Storia".

A stretto giro è arrivata la replica del deputato di Futuro Nazionale Emanuele Pozzolo, che ha difeso la ricostruzione di Maresca: "Con buona pace del Pd e dell'Anpi, non c'è alcun falso storico nelle parole di Maresca. Basterebbe leggere le carte".

Le polemiche sono proseguite con gli interventi del Partito democratico e di Linea Condivisa. "Maresca, che riesce a sostenere senza vergogna che Genova debba gratitudine ai criminali della X Mas - ha sottolineato Simone D'Angelo, consigliere regionale del Pd - è indegno che chi siede nelle istituzioni democratiche riscriva la storia per trasformare criminali nazifascisti in eroi".

Per Linea Condivisa, invece, "attribuire alla X Mas il merito di aver salvato il porto di Genova nei giorni della Liberazione significa proporre una ricostruzione che rovescia la realtà storica".

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