Piantedosi difende l’operato delle forze dell’ordine e rilancia sul fermo preventivo
Il ministro respinge le accuse di regia governativa dietro gli scontri di Torino. Mantovano al Quirinale per il confronto sul decreto sicurezza atteso in Cdm
Nel suo intervento al Senato, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato con fermezza la professionalità di prefetti, questori e dirigenti di polizia, respingendo come “indegne” le insinuazioni di una presunta mano del governo dietro le violenze avvenute a Torino. Piantedosi ha definito “delinquenti” e “professionisti del disordine” i militanti coinvolti negli scontri, sottolineando che non agiscono “per conto del governo” e che non vi è stata alcuna impreparazione né un uso eccessivo della forza da parte delle forze dell’ordine.
Il ministro ha inoltre ribadito la necessità di introdurre il fermo preventivo, una misura che – secondo la sua visione – consentirebbe di impedire a soggetti già noti per comportamenti violenti di infiltrarsi nelle manifestazioni e colpire. L’obiettivo, ha spiegato, è garantire un intervento realmente efficace prima che la violenza esploda.
Parallelamente, il sottosegretario Alfredo Mantovano si è recato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra i temi affrontati, anche il decreto sicurezza, che dovrebbe approdare domani al Consiglio dei ministri e che rappresenta uno dei dossier più delicati sul tavolo del governo.