Pezeshkian frena sui negoziati: “Non cederemo ai ricatti Usa”

Araghchi rassicura: “L’Iran non produrrà armi nucleari”

A cura di Glauco Valentini Redazione
11 febbraio 2026 11:39
Pezeshkian frena sui negoziati: “Non cederemo ai ricatti Usa” - © Ansa
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Nel discorso pronunciato per il 47° anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha raffreddato le aspettative sui colloqui in corso in Oman tra Teheran e Washington. Davanti a migliaia di sostenitori, il capo di Stato ha ribadito che l’Iran non intende “piegarsi all’ingiustizia e alla coercizione”, accusando l’Occidente di aver costruito “un grande muro di sfiducia” che ostacolerebbe ogni progresso diplomatico.

Pezeshkian ha puntato il dito in particolare contro “le eccessive richieste degli americani”, definite un freno ai negoziati e un tentativo di imporre condizioni unilaterali. Le sue parole arrivano in un momento delicato, mentre i mediatori omaniti cercano di rilanciare un dialogo che resta fragile e segnato da profonde diffidenze reciproche.

A smorzare i toni è intervenuto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che in un’intervista ha assicurato che Teheran è pronta a fornire garanzie sulla natura esclusivamente civile del proprio programma nucleare. “L’Iran non perseguirà l’uso di armi nucleari”, ha dichiarato, sottolineando la disponibilità del governo a collaborare con gli organismi internazionali per dimostrare la trasparenza delle proprie attività.

Le dichiarazioni contrastanti dei due vertici istituzionali riflettono la complessità del momento politico iraniano: da un lato la necessità di mostrare fermezza sul piano interno, dall’altro la consapevolezza che una riapertura diplomatica con gli Stati Uniti potrebbe allentare le pressioni economiche e favorire una stabilizzazione regionale. Resta ora da capire se i colloqui in Oman riusciranno a superare l’impasse o se le tensioni continueranno a prevalere.

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