Papa Leone e l’arcivescova Mullally rilanciano il dialogo: “Costruire ponti, mai muri”
Prima visita in Vaticano della primate anglicana: unità dei cristiani al centro dell’incontro
La prima visita in Vaticano dell’arcivescova di Canterbury, Sarah Mullally, ha assunto un forte valore simbolico e politico per il cammino ecumenico tra cattolici e anglicani. Accolta da Papa Leone XIV, la primate anglicana — prima donna a guidare la Chiesa d’Inghilterra — ha ribadito l’urgenza di una collaborazione concreta in un mondo segnato da conflitti, divisioni e rapidi cambiamenti sociali.
Nel suo intervento, Papa Leone ha richiamato con forza la responsabilità condivisa delle due Chiese nel testimoniare il Vangelo in un tempo attraversato da tensioni globali. “Sarebbe scandaloso se non continuassimo a impegnarci per superare le nostre divergenze, per quanto possano sembrare irrisolvibili”, ha affermato il Pontefice, riprendendo anche le parole del suo predecessore Francesco sul dovere di non lasciare che le divisioni oscurino la missione cristiana.
Mullally, nel suo primo incontro ufficiale con Leone XIV, ha insistito sulla necessità di un impegno comune davanti alle “profonde divisioni e ai rapidi cambiamenti sociali”, sottolineando che i cristiani sono chiamati a “lavorare insieme per il bene comune, costruendo sempre ponti, mai muri”. Ha ricordato come la violenza e le ingiustizie del presente richiedano una testimonianza condivisa, capace di unire coraggio, speranza e attenzione ai più vulnerabili.
La visita, parte di un pellegrinaggio di quattro giorni a Roma, ha incluso momenti di preghiera congiunta nella Cappella di Urbano VIII, incontri con funzionari del Dicastero per l’Unità dei Cristiani e tappe nei principali luoghi simbolo della cristianità. Un percorso che si inserisce nel solco dei sessant’anni di dialogo formale avviato con la Dichiarazione Congiunta del 1966 tra l’arcivescovo Michael Ramsey e Papa Paolo VI, richiamata da entrambi come fondamento di un cammino complesso ma irrinunciabile.
L’incontro tra Leone XIV e Mullally arriva in un momento delicato per entrambe le comunità: la Comunione anglicana è attraversata da divisioni interne, mentre la Chiesa cattolica insiste sulla necessità di una testimonianza di pace “disarmata” in un mondo segnato da conflitti. La preghiera comune e il richiamo alla responsabilità condivisa rappresentano, per osservatori e fedeli, un segnale di rinnovata volontà di collaborazione.
Un gesto che, pur senza cancellare le differenze dottrinali ancora aperte, rilancia l’impegno a camminare insieme: un passo ulteriore verso quell’unità che, come ha ricordato il Papa, è condizione essenziale perché il mondo possa ascoltare davvero la voce del Vangelo.