Papa Leone a San Marino: "La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell'incontro"
Il Pontefice nel suo primo viaggio nella Repubblica del Titano: "Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti"
"Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell'altro". È il messaggio lanciato da Papa Leone XIV nel suo discorso nella Basilica di San Marino, durante l'incontro con la diocesi. Di fronte a quelle che ha definito "derive inquietanti", la risposta, ha sottolineato, "non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo".
Il Pontefice ha indicato come valori di riferimento "attenzione ai più deboli, perdono, comunione, solidarietà", soffermandosi anche sulle esperienze di sostegno reciproco sviluppate nelle zone più interne del territorio sammarinese, dove le piccole comunità affrontano lo spopolamento e la carenza di servizi mantenendo vivo il senso di famiglia e di comunione.
"Queste realtà, apparentemente piccole e marginali, sono come fiammelle a cui attingere per riaccendere e rianimare in tutti il fuoco di valori solidi, antichi e sempre attuali", ha detto Leone XIV. Esperienze che, secondo il Papa, testimoniano "il calore di quella magnifica humanitas" necessaria per contrastare "l'individualismo di una certa cultura metropolitana e consumistica", così come "altre forme di campanilismo diffidente e divisivo", restituendo forza alle speranze di fraternità e pace.
Nel discorso rivolto alle autorità della Repubblica, Leone XIV ha posto al centro il tema della libertà, valore fondante di San Marino. "La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell'incontro e nel dialogo", ha affermato, mettendo in guardia dall'"idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere".
"Nella visione cristiana, libertà e comunione stanno o cadono insieme", ha aggiunto il Pontefice, sottolineando che "non c'è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana".
Leone XIV ha quindi reso omaggio a quanti difendono la libertà anche pagando un prezzo personale. "Promuovere la libertà comporta difendere gli spazi della coscienza", ha detto, ricordando "i tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza".
Citando San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, il Papa ha espresso solidarietà a chi, ancora oggi, "rimane fedele alla propria coscienza anche in contesti di forte avversità", pagando di persona per non averla tradita.
Per Leone XIV, le dimensioni della Repubblica possono favorire una politica più vicina ai cittadini. San Marino può essere, ha detto, un "laboratorio" di buona politica, nel quale, "senza derogare alla laicità dello Stato", attingere anche ai principi della dottrina sociale cattolica: "la ricerca del bene comune, la destinazione universale dei beni, l'armonia di sussidiarietà e solidarietà, la giustizia sociale".
Un tema che assume particolare rilevanza anche in vista dell'Accordo di Associazione con l'Unione Europea, che porterà la Repubblica a relazionarsi stabilmente con una realtà complessa.
"L'obiettivo principale a cui tendere in questo 'laboratorio' è la cura dell'umano", ha spiegato il Pontefice, indicando la tutela della vita "in ogni sua fase, dal concepimento alla morte naturale" come uno degli elementi centrali di questa prospettiva.
Il Papa ha inoltre elogiato la tradizione di accoglienza di San Marino, ricordando il sostegno offerto al popolo ucraino e l'impegno nel campo del diritto internazionale umanitario, "in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato".
Leone XIV è arrivato in elicottero a San Marino, dove è stato accolto dai Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva. Con il Pontefice una delegazione vaticana ai massimi livelli, con il Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, il Sostituto mons. Paolo Rudelli e il Segretario per i Rapporti con gli Stati mons. Paul Richard Gallagher.
Nel corso della visita il Papa si è affacciato dal balcone centrale di Palazzo Pubblico per un saluto e una benedizione ai fedeli presenti in Piazza della Libertà. Si tratta di un momento particolare, dal momento che l'affaccio dal balcone è una facoltà tradizionalmente riservata ai Capitani Reggenti.
"L'incontro con il Papa sarà il più grande spettacolo dopo il big bang", aveva detto, citando Jovanotti, il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi, alla vigilia dell'arrivo di Leone XIV.