OpenAI valuta una quota al governo Usa per superare gli ostacoli politici
La startup da 852 miliardi di dollari avrebbe discusso con Washington una partecipazione del 5% per ottenere sostegno e stabilità regolatoria
OpenAI ha preso in considerazione l’idea di cedere una quota del 5% al governo degli Stati Uniti, nell’ambito della strategia per consolidare rapporti istituzionali e facilitare l’accesso a nuovi strumenti di sostegno finanziario. A riportarlo è il Financial Times, secondo cui l’amministratore delegato Sam Altman e altri dirigenti avrebbero suggerito che anche le altre big dell’AI valutino un passo analogo.
Secondo il quotidiano britannico, la proposta si inserisce nella più ampia manovra della società — valutata 852 miliardi di dollari — per superare gli ostacoli politici e rafforzare la collaborazione con l’amministrazione Trump. L’ipotesi, ancora in fase preliminare, punta a garantire maggiore stabilità normativa in un settore che corre più veloce delle regole.
Tra gli scenari discussi, scrive il Financial Times, vi sarebbe anche la possibilità di un coordinamento tra le principali aziende del settore per definire un modello comune di partecipazione pubblica, così da evitare frammentazioni e competizione regolatoria. Nessuna decisione formale è stata presa, ma il confronto con Washington prosegue.