Omicidio di Cristina Mazzotti, dopo 50 anni due ergastoli e un’assoluzione
Cristina è considerata la prima vittima femminile dei sequestri di ’ndrangheta in Lombardia
La Corte d’Assise di Como ha condannato all’ergastolo Giuseppe Calabrò, 74 anni, e Demetrio Latella, 71, per il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti, la 18enne rapita a Eupilio nel 1975 e ritrovata morta un anno dopo in una discarica del Novarese. Assolto invece Antonio Talia, 73 anni, “per non aver commesso il fatto”.
Latella avrebbe ammesso il proprio coinvolgimento dopo che, nel 2006, una sua impronta fu collegata alla vettura su cui viaggiava la ragazza. La famiglia Mazzotti, tramite il legale Fabio Repici, parla di “pagina di dignità della giustizia” e di fine dell’impunità per i responsabili.
Cristina, considerata la prima vittima femminile dei sequestri di ’ndrangheta in Lombardia, morì mentre era tenuta prigioniera in una buca a Castelletto Ticino. Il riscatto era già stato pagato. Alla sua memoria è dedicata la Fondazione Cristina Mazzotti, impegnata nella ricerca scientifica.