Nordio rivendica la riforma: "Responsabilità mia, anche nei difetti". Conte: "Si dimetta tutto il governo"
Il ministro della Giustizia fa autocritica dopo la sconfitta al referendum e attacca l’Anm. Conte apre alla corsa alle primarie e chiede le dimissioni dell’esecutivo
Il giorno dopo la sconfitta al referendum, il ministro della Giustizia Carlo Nordio si assume «la responsabilità politica della riforma» e riconosce anche «difetti di comunicazione o impostazione». In una conferenza dai toni autocritici, il Guardasigilli non risparmia osservazioni all’Associazione nazionale magistrati, definita «la vera vincitrice» della consultazione.
Secondo Nordio, l’Anm «farà una forte pressione politica» e rappresenta «un soggetto anomalo» con cui, a suo avviso, dovrà confrontarsi anche la sinistra «quando tornerà al governo». Il ministro guarda anche alle dinamiche interne ai partiti: prevede «una controversia intestina» nell’opposizione per attribuirsi il merito della vittoria e non esclude tensioni nella propria area politica, citando i casi Bartolozzi e Delmastro.
Nordio ribadisce inoltre la piena fiducia nella sua capo di gabinetto: «La sua posizione non è in discussione». Sul sottosegretario Delmastro, si dice certo che «chiarirà» la propria posizione.
Conte: «Disponibile a correre alle primarie, ma decide la base»
Sul fronte dell’opposizione, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte apre alla possibilità di candidarsi alle primarie del campo progressista, pur precisando che la decisione spetta agli organi del Movimento e agli iscritti.
«Io sono disponibile, ma non ho ancora interrogato né gli organi del M5S né la mia base», afferma. Per Conte, eventuali primarie dovrebbero essere «aperte» e non limitate agli «apparati di partito», così da «dare uno sbocco alla voglia di partecipazione dei cittadini».
Commentando l’esito del referendum, l’ex presidente del Consiglio sostiene che «si deve dimettere tutto il governo».