Non si abbassano i toni: nuovo scontro tra Gratteri e Nordio sugli organici della giustizia
Il ministro accusa il procuratore di ignorare l’appello del Colle alla moderazione. Al centro del duello la riorganizzazione degli uffici giudiziari
Lo scontro tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il procuratore di Napoli Nicola Gratteri non accenna a placarsi. Dopo le frizioni delle scorse settimane, il confronto si riaccende sul tema degli organici e della geografia giudiziaria, diventati terreno di un dibattito sempre più acceso.
Gratteri, intervenendo sullo stato dell’amministrazione della giustizia, sostiene che la priorità dovrebbe essere «coprire tutti i buchi» negli uffici e avviare una revisione complessiva della mappa giudiziaria. Una revisione che, secondo il procuratore, non dovrebbe puntare a riaprire tribunali minori – come avvenuto a Bassano del Grappa – ma piuttosto a chiuderli: «I piccoli tribunali non funzionano bene», afferma, indicando la necessità di concentrare risorse e personale per migliorare l’efficienza complessiva.
La replica del Guardasigilli arriva immediata. Nordio rivendica i risultati ottenuti sul fronte degli organici e sottolinea che «dalla fine di quest’anno avremo in servizio 10.853 magistrati», un incremento che – secondo il ministro – contribuirà a velocizzare la definizione dei processi. «Gratteri è smentito dai numeri», afferma, respingendo le critiche sulla gestione del personale.
Il ministro aggiunge poi un elemento politico, accusando il procuratore di non aver raccolto l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a mantenere toni pacati nel dibattito pubblico, in particolare durante la campagna referendaria. Un richiamo che, nelle intenzioni del Colle, avrebbe dovuto stemperare le tensioni tra magistratura e governo, ma che sembra essere rimasto inascoltato.