Negoziati Usa Iran falliti, tensione nel Golfo: Vance lascia il Pakistan

Teheran: “Nessuno si aspettava un accordo al primo round”. Nuove frizioni su nucleare e Hormuz, appello del Papa alla pace

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 aprile 2026 07:22
Negoziati Usa Iran falliti, tensione nel Golfo: Vance lascia il Pakistan - © Ansa
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Si chiude senza intesa il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, alimentando nuove tensioni in uno scenario già fragile. L’annuncio è arrivato nel cuore della notte da Islamabad, dove il vicepresidente J.D. Vance ha confermato il fallimento dei colloqui prima di lasciare il Pakistan.

“Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l’Iran”, ha dichiarato Vance, sottolineando come da parte di Teheran non sia arrivata “alcuna promessa di abbandonare definitivamente l’arma nucleare”. Una posizione che riflette il nodo centrale del confronto: il programma nucleare iraniano e le garanzie richieste da Washington.

Dal canto suo, Teheran respinge le accuse e attribuisce il fallimento alle “richieste irragionevoli” avanzate dagli Stati Uniti. Tuttavia, le autorità iraniane ridimensionano la portata dello stallo: “Nessuno si aspettava un accordo già al primo round di negoziati”, hanno precisato fonti ufficiali, lasciando aperta la possibilità di nuovi incontri.

Nel frattempo, il Pakistan ha invitato entrambe le parti a mantenere il cessate il fuoco e a proseguire il dialogo diplomatico, nel tentativo di evitare un’ulteriore escalation nella regione.

Tra i principali ostacoli emersi durante i colloqui figurano questioni cruciali e irrisolte: il controllo del nucleare iraniano, la revoca delle sanzioni economiche, la gestione degli asset congelati, oltre alle richieste di riparazioni di guerra. A complicare il quadro si aggiunge la sicurezza nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico energetico globale.

Secondo fonti statunitensi, due navi da guerra americane sarebbero state dispiegate nell’area, ma l’Iran ha smentito tali movimenti. I Pasdaran hanno comunque lanciato un avvertimento: “Agiremo severamente con le navi militari che transitano a Hormuz”, segnale di una tensione militare latente che rischia di degenerare.

Sul fronte internazionale, si moltiplicano gli appelli alla calma. Papa Francesco ha lanciato un messaggio forte e diretto: “Basta morte in nome di Dio”, richiamando le parti alla responsabilità e al dialogo.

Intanto, in un altro scenario di crisi, si registra una fragile apertura: in Ucraina è entrata in vigore una tregua in occasione della Pasqua, mentre il presidente Volodymyr Zelensky è atteso mercoledì a Roma per nuovi incontri diplomatici.

Il mancato accordo tra Stati Uniti e Iran segna dunque solo una battuta d’arresto in un processo negoziale complesso e carico di implicazioni globali, mentre il mondo osserva con crescente preoccupazione gli sviluppi nel Golfo e oltre.

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