Mosca respinge le accuse sull’avvelenamento di Navalny e attacca Kiev
Peskov parla di “accuse infondate” dai Paesi europei. Zakharova: “Il regime ucraino è una cellula terroristica neonazista”. Delegazione di Kiev in viaggio verso Ginevra per i negoziati
Il Cremlino ha definito “prive di fondamento” le accuse avanzate da cinque Paesi europei secondo cui la Russia sarebbe responsabile dell’avvelenamento di Alexei Navalny, l’oppositore morto due anni fa in una colonia penale siberiana. A respingere le contestazioni è stato il portavoce Dmitry Peskov, che ha parlato di “accuse non supportate da alcuna prova” e di una “campagna politica” contro Mosca.
Parallelamente, i toni si sono ulteriormente irrigiditi sul fronte diplomatico. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha attaccato l’Ucraina definendo il governo di Kiev “una cellula terroristica internazionale con tendenze neonaziste”, rilanciando una retorica già più volte utilizzata dal Cremlino per giustificare la propria posizione nel conflitto.
Intanto, sul versante diplomatico, la delegazione ucraina è partita alla volta di Ginevra. Nella città svizzera sono previsti per domani e mercoledì nuovi colloqui trilaterali che coinvolgeranno rappresentanti russi e ucraini, in un tentativo di riaprire uno spiraglio negoziale in un contesto internazionale sempre più teso.