Mosca frena sul cessate il fuoco di 60 giorni per le elezioni in Ucraina
Trump: «Putin vuole una tregua energetica più di Zelensky». Il comandante Nato in Europa Grynkewich avverte: "Se qualcuno fosse così sconsiderato da attaccarci, reagiremmo"
Il Cremlino prende tempo sulla proposta di un cessate il fuoco di 60 giorni, finalizzato a creare le condizioni per lo svolgimento di elezioni in Ucraina. Una mossa che raffredda le speranze di una svolta rapida sul fronte diplomatico e che ripropone il nodo politico più delicato del negoziato: la tempistica e le garanzie per un voto in tempo di guerra.
Più aperta, almeno a parole, la porta su un altro dossier, quello di una tregua limitata alle infrastrutture energetiche. A sostenerlo è Donald Trump, secondo cui Vladimir Putin «vuole raggiungere un accordo» su questo punto, e lo vuole «più di quanto lo voglia Volodymyr Zelensky». Un’affermazione che, al di là della sua verificabilità, segnala la volontà del presidente americano di mantenere aperto il canale con Mosca puntando su intese parziali e circoscritte.
Sul versante della sicurezza europea arriva intanto un messaggio netto dall’Alleanza atlantica. Il comandante supremo delle forze Nato in Europa, il generale Alexus Grynkewich, ha ammonito: «Se qualcuno fosse così sconsiderato da attaccarci, reagiremmo». Un richiamo alla deterrenza e alla compattezza dell’Alleanza, in una fase in cui la guerra in Ucraina continua a mettere sotto pressione il fianco orientale della Nato.