Mosca blocca WhatsApp: “Non rispetta le leggi russe”. Meta: “Spingono gli utenti verso un’app statale”

Il Cremlino annuncia lo stop alla piattaforma di messaggistica. Meta denuncia pressioni per favorire un servizio controllato dal governo. Nuove restrizioni anche per Telegram

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 febbraio 2026 15:35
Mosca blocca WhatsApp: “Non rispetta le leggi russe”. Meta: “Spingono gli utenti verso un’app statale” -
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La Russia ha ufficialmente bloccato l’accesso a WhatsApp, accusando la piattaforma di non rispettare le normative nazionali sulla gestione dei dati e sulla collaborazione con le autorità. L’annuncio arriva dal Cremlino, che attribuisce la decisione alle “autorità competenti”, sottolineando la “riluttanza della società Meta a seguire le norme russe”.

Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, ha precisato che il blocco non è definitivo: l’app potrà tornare operativa solo se Meta “dimostrerà disponibilità al dialogo” e accetterà di conformarsi alle richieste di Mosca.

Meta, dal canto suo, respinge le accuse e denuncia un tentativo di forzare gli utenti russi a migrare verso un servizio concorrente controllato dallo Stato. Secondo l’azienda, il blocco rientra in una strategia più ampia di limitazione degli strumenti di comunicazione non governativi.

La stretta non riguarda solo WhatsApp. Nei giorni scorsi, l’autorità di regolamentazione russa aveva già imposto restrizioni a Telegram, segnando un nuovo passo nella repressione delle piattaforme digitali straniere. Un processo che, negli ultimi anni, ha progressivamente ridotto lo spazio di manovra dei social media internazionali all’interno del Paese.

La mossa di Mosca potrebbe avere un impatto significativo sulle comunicazioni private e professionali di milioni di cittadini russi, che ora si trovano di fronte alla scelta tra l’utilizzo di servizi statali o l’adozione di strumenti alternativi tramite VPN.

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