Mosca alza i toni contro Berlino: "Kiev fa terrorismo"

Putin attacca Zelensky sulle minacce ai voli civili, Peskov contro Merz. Lavrov chiude il Goethe Institut

A cura di Glauco Valentini Redazione
03 settembre 2026 19:52
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La tensione tra Mosca e l'Occidente non accenna a scendere. Il presidente russo Vladimir Putin ha bollato come "atto di terrorismo di Stato" la minaccia lanciata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva avvertito le compagnie aeree che i cieli russi sarebbero diventati sempre più insicuri a causa dell'intensificarsi degli attacchi con droni ucraini. Secondo Putin, la mossa di Kiev complica le possibilità di condurre negoziati di pace bilaterali, e chi resta in silenzio davanti a questo, in particolare gli alleati occidentali di Kiev, rischia di diventare complice del terrorismo internazionale.

Sul fronte tedesco, dopo l'accusa formale di Berlino a Mosca per il drone-bomba rinvenuto lo scorso 4 agosto all'aeroporto di Lipsia/Halle, il Cremlino ha risposto colpo su colpo. Il portavoce Dmitry Peskov ha attaccato il cancelliere Friedrich Merz, sostenendo che i suoi passi contro la Russia siano quasi bruschi, ma condotti in maniera estremamente goffa, ricordando come in passato gli attentati contro obiettivi tedeschi fossero sempre stati opera di cittadini ucraini. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha invece annunciato la chiusura di tutte le sedi del Goethe Institut in Russia — a Mosca, San Pietroburgo ed Ekaterinburg — in risposta alla decisione tedesca di sospendere le attività della Casa Russa a Berlino, ribadendo che il suo Paese non supplicherà l'Europa per riprendere la cooperazione economica.

Sul fronte degli attacchi ibridi, la Germania indaga su un attentato incendiario compiuto nella notte contro un cantiere della Rohde & Schwarz, azienda attiva nel settore della Difesa, a Monaco di Baviera: due cittadini bulgari sono stati fermati dalla polizia. Nello stesso giorno l'intelligence danese (Pet) ha lanciato l'allarme su piani russi di sabotaggio contro l'industria della difesa nazionale, denunciando tentativi di reclutamento di cittadini comuni per condurre le operazioni. Anche a Londra cresce la vigilanza: secondo quanto riportato dal quotidiano britannico i, sono in arrivo finanziamenti aggiuntivi per circa 99,9 milioni di sterline l'anno destinati all'ammodernamento dei sistemi informatici della Casa Reale, ritenuti vulnerabili di fronte al rischio di cyberattacchi legati alla minaccia russa.

Infine, scandalo politico in Estonia: il ministro della Difesa Hanno Pevkur si è dimesso dopo le rivelazioni su una commessa da circa 70 milioni di euro affidata alla società Datasel, con sede alla Spezia ma controllata dall'indiana Neco Defense Munition, per la fornitura di munizioni destinate all'Ucraina. I proiettili, nonostante gli anticipi versati, non sono mai arrivati nei tempi previsti e il caso è ora davanti alla Corte europea di arbitrato di Strasburgo. Pevkur ha parlato di responsabilità politica, non personale, assumendosi comunque la guida delle dimissioni.

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