Missione nel Golfo, scontro politico in Italia: Meloni rivendica la linea dell’“interesse nazionale”
La premier incontra i leader di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati. Dura reazione delle opposizioni: Schlein parla di “subalternità a Trump” e “famiglie in bolletta”. Calenda approva l’iniziativa
La premier incontra i leader di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati. Dura reazione delle opposizioni: Schlein parla di “subalternità a Trump” e “famiglie in bolletta”. Calenda approva l’iniziativa.
La missione di Giorgia Meloni nel Golfo Persico accende lo scontro politico interno. Mentre la presidente del Consiglio rivendica la necessità di difendere l’“interesse nazionale” in un momento di forte instabilità energetica, le opposizioni attaccano duramente, accusandola di allontanarsi dai problemi del Paese.
Il viaggio della premier, durato due giorni e mantenuto riservato fino all’arrivo a Gedda, ha previsto incontri con il principe saudita Mohammed bin Salman, l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Obiettivo dichiarato: garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, rafforzare la cooperazione con partner strategici e contribuire alla stabilità regionale in un contesto segnato dal conflitto in Iran.
Secondo quanto riportato da diverse fonti, la premier ha sottolineato come la crisi in corso possa avere ripercussioni dirette sui prezzi dell’energia, sul lavoro delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. Da qui la necessità di consolidare relazioni con Paesi che forniscono una quota significativa di gas e petrolio all’Italia.
Sul fronte interno, però, la missione ha scatenato reazioni immediate. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, accusa Meloni di “fuggire dai problemi dell’Italia” e di mantenere una “subalternità a Trump” che, a suo dire, “lascia le famiglie in bolletta”. Critiche arrivano anche dal Movimento 5 Stelle, che definisce la missione un segnale di “fragilità” sul tema delle forniture energetiche, mentre il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, parla di “fallimento e disperazione”.
Di segno opposto il commento di Carlo Calenda, leader di Azione, che definisce l’iniziativa “ottima”, riconoscendo la necessità di un’azione diplomatica diretta in un’area cruciale per gli equilibri energetici globali.
Meloni, dal canto suo, respinge le accuse e ribadisce la linea del governo: “In patria come all’estero il mio lavoro ha una bussola precisa: difendere l’interesse nazionale”, ha dichiarato, sottolineando come la politica estera sia uno strumento concreto per tutelare sicurezza, economia e futuro del Paese.
La missione nel Golfo, la prima di un leader europeo dall’inizio della nuova fase del conflitto, si inserisce dunque in un quadro geopolitico complesso, in cui l’Italia cerca di mantenere un ruolo attivo per proteggere i propri interessi strategici e limitare gli effetti della crisi energetica sulle famiglie e sulle imprese.