Missili Usa-Israele su Teheran, oltre 200 morti. Media: “Khamenei ucciso e recuperato il corpo”
Teheran replica con raid su Israele e basi Usa nel Golfo
Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco congiunto contro l’Iran, colpendo obiettivi militari e strategici in diverse città, inclusa Teheran. L’operazione, denominata da Israele “Il ruggito del leone” e dal Pentagono “Operazione Furia Epica”, è stata definita da Donald Trump un’azione preventiva per “difendere gli americani” e impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare.
Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, il bilancio è di oltre 200 morti e più di 700 feriti, con 24 province colpite. Nel sud del Paese un raid avrebbe centrato una scuola elementare femminile a Minab, causando decine di vittime.
Media israeliani e arabi riferiscono dell’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, il cui corpo sarebbe stato recuperato dalle macerie del suo compound a Teheran. La notizia non ha ancora ricevuto conferme ufficiali da parte iraniana.
La risposta di Teheran è stata immediata: le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato l’operazione “Truth Promise 4”, lanciando missili contro Israele e contro basi statunitensi in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Attacchi segnalati anche su Dubai e chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico mondiale.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito l’azione “illegale e illegittima”, accusando Washington di aver scatenato una guerra immotivata.
In Israele, secondo l’emittente Channel 12, al premier Benjamin Netanyahu sarebbe stata mostrata un’immagine del corpo di Khamenei dopo un raid che avrebbe impiegato oltre 80 bombe contro il complesso della Guida Suprema.
A Roma, vertice d’urgenza a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e i ministri competenti per valutare l’evoluzione della crisi.
Intanto Trump, in un’intervista ad Axios, ha dichiarato di avere “diverse opzioni”: proseguire l’operazione o chiuderla in pochi giorni, avvertendo che all’Iran “serviranno anni per riprendersi”. Lo scenario resta estremamente fluido, con il rischio di un allargamento del conflitto in tutta la regione.