Milano, scontro istituzionale dopo la sentenza sull’urbanistica: interviene la Procura

Dopo le assoluzioni e le polemiche del sindaco Sala, il procuratore Viola richiama al rispetto delle sentenze

A cura di Redazione Redazione
17 giugno 2026 15:27
Milano, scontro istituzionale dopo la sentenza sull’urbanistica: interviene la Procura -
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Il giorno successivo alla sentenza del Tribunale di Milano sul caso urbanistica, che ha portato all’assoluzione di tutti gli imputati, si accende il confronto tra istituzioni e magistratura. Le reazioni politiche seguite al verdetto e le dichiarazioni del sindaco Giuseppe Sala hanno infatti alimentato un dibattito che ha spinto la Procura a intervenire pubblicamente per ribadire la propria posizione.

A prendere la parola è stato il procuratore capo di Milano, Marcello Viola, che ha respinto ogni ipotesi di interferenza dell’ufficio giudiziario nell’attività amministrativa del Comune. “Non c’è alcuna volontà di interferire con l’autorità amministrativa”, ha chiarito Viola, sottolineando inoltre un principio generale del sistema giudiziario: “Le sentenze non si commentano, si rispettano e, se non si condividono, si impugnano”.

Le parole del procuratore arrivano dopo un acceso confronto politico seguito all’esito del processo, che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra inchieste giudiziarie e politiche urbanistiche in una delle città più sensibili al tema dello sviluppo edilizio e della trasformazione urbana.

Sul fronte politico, la vicesindaca con delega all’Urbanistica, Anna Scavuzzo, ha invitato a ridurre le tensioni. “Abbassare i toni, c’è un clima generale che non facilita quel lavoro di recupero di quotidianità di cui abbiamo bisogno”, ha dichiarato, richiamando la necessità di riportare l’attenzione sull’attività amministrativa e sulla gestione ordinaria della città.

Lo scambio di posizioni evidenzia un equilibrio delicato tra poteri dello Stato e amministrazione locale, in un momento in cui le decisioni giudiziarie su questioni urbanistiche hanno un forte impatto sul dibattito pubblico e sulle politiche di sviluppo della città.

Mentre il caso giudiziario si chiude sul piano processuale con le assoluzioni, resta aperto il fronte politico e istituzionale, con un appello diffuso a riportare la discussione su toni più distesi e a separare il più possibile il piano giudiziario da quello amministrativo.

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