Milan, futuro nella nebbia: Rangnick dice no e non c'è l'allenatore
Secondo le ultime indiscrezioni, Matthias Jaissle avrebbe superato Oliver Glasner nelle preferenze
Aveva dato una prima deadline, di 7-10 giorni, che scadeva il 3 giugno. Dieci giorni dopo quella scadenza in casa Milan non c'è traccia di allenatore, direttore sportivo e amministratore delegato. Le veci di Furlani le sta facendo il presidente Scaroni, che a inizio settimana si incontrerà con l'agente di Allegri, Branchini, per stabilire le buonuscita e dare il via libera all'addio dell'allenatore verso Napoli. Kirovski e Vergine lavorano per il settore giovanile, ma tutto, per la prima squadra, è bloccato. Intanto dall'Austria Rangnick ha declinato la proposta del Milan. O meglio, era il Milan a dover dire sì o no alle richieste dell'attuale ct dell'Austria. Ma nessuna risposta è arrivata. C'è chi dice che Ibra non volesse Rangnick perché figura troppo ingombrante, c'è chi dice semplicemente che il Milan non volesse delegare ogni funzione sportiva, anche per il settore giovanile, a una sola figura. Rangnick avrebbe immediatamente nominato un ds, figura ancora vacante in casa Milan. Ramon Planes sembra essere l'unico nome credibile. Su Ozek, giovane ds turco, arrivano conferme e smentite dagli esperti di mercato. Krosche dell'Eintracht Francoforte è blindato da un contratto. E in panchina? Per Oliver Glasner sembrava fatta, ma Cardinale pare non sia totalmente convinto dell'ex Palace. Il nome che piace di più? Matthias Jaissle, 38 anni, ex Salisburgo, ora in Arabia all'Al-Ahli. Piace per il suo gioco offensivo, ma per liberarsi serve il pagamento di una clausola di circa 6 milioni. Il tecnico, invece, è pronto a un drastico taglio dello stipendio per tornare in Europa. Il terzo nome è quello del portoghese Amorin, ex Sporting Lisbona e Manchester United. Quale deadline per il nuovo Milan? L'impressione è che non si possa andare oltre venerdì 19 giugno.