“L’espianto iniziò 14 minuti prima dell’arrivo del cuore”

Si tentò di scongelare l’organo. Un medico: “Non batterà”

A cura di Glauco Valentini Redazione
27 febbraio 2026 07:17
“L’espianto iniziò 14 minuti prima dell’arrivo del cuore” -
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L’espianto del cuore malato del piccolo Domenico sarebbe iniziato 14 minuti prima dell’arrivo dell’organo del donatore, prelevato a Bolzano. È quanto emerge dalle testimonianze rese dal personale sanitario ascoltato dalla Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto.

Secondo quanto riferito dagli infermieri, il cuore destinato al bambino sarebbe giunto in condizioni critiche a causa delle modalità di conservazione durante il trasporto. L’organo, infatti, sarebbe arrivato congelato: stando alle dichiarazioni raccolte, sarebbe stato conservato con ghiaccio secco, che ne avrebbe abbassato drasticamente la temperatura.

I sanitari hanno raccontato di aver tentato di riportare l’organo a una temperatura idonea procedendo gradualmente: prima con acqua fredda, poi tiepida e infine calda. Un tentativo estremo per rendere il cuore trapiantabile in tempo utile.

Dalle testimonianze emergono anche tensioni durante la fase di prelievo dell’organo all’ospedale di Bolzano. In particolare, si sarebbe verificata una lite tra il team medico campano e i professionisti arrivati da Innsbruck, presenti durante le operazioni di espianto.

A destare ulteriore preoccupazione è la frase attribuita al cardiochirurgo che eseguì il trapianto: “Questo cuore non batterà mai”. Un’affermazione che, secondo quanto riportato, sarebbe stata pronunciata prima dell’intervento e che ora è al vaglio degli inquirenti.

La Procura di Napoli sta ricostruendo l’intera catena delle procedure, dal prelievo al trasporto fino al trapianto, per accertare eventuali responsabilità e verificare il rispetto dei protocolli previsti in materia di conservazione e trapianto di organi.

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