Leonardo, Fazzolari difende il cambio al vertice: "Scelta industriale, non politica"
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio smentisce le voci di palazzo: "Cingolani ha lavorato bene, ma il nuovo contesto geopolitico richiede un profilo diverso"
Il governo torna a parlare del cambio ai vertici di Leonardo e lo fa con la voce di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che contattato dall'ANSA smonta le ricostruzioni circolate nelle ultime ore. «Ho letto ricostruzioni fantasiose», esordisce, tagliando corto sulle speculazioni politiche che hanno accompagnato la nomina del nuovo amministratore delegato del colosso della difesa.
Cingolani promosso, ma è tempo di cambiare
Nessuna bocciatura per Roberto Cingolani, che ha guidato Leonardo negli ultimi tre anni. Al contrario, Fazzolari ne traccia un bilancio lusinghiero: l'ex ministro della Transizione ecologica «ha lavorato molto bene» e «ha pienamente ottenuto i risultati che Meloni e il governo gli avevano chiesto». Una chiusura di mandato senza strappi, dunque, almeno nella versione ufficiale di Palazzo Chigi.
Mariani, il profilo giusto per un'Europa che riarma
La vera chiave della decisione, secondo Fazzolari, va cercata altrove: nel mutato scenario internazionale e nelle nuove priorità dell'industria della difesa a livello europeo. «La scelta sul nuovo amministratore delegato è esclusivamente di natura industriale», sottolinea il sottosegretario, indicando nel «nuovo contesto geopolitico» il fattore determinante.
In un momento in cui l'Europa accelera sulla produzione militare e gli ordini si moltiplicano, il governo ha ritenuto più adatto un manager con radici profonde nel settore. Lorenzo Mariani, indicato come successore, vanta «una lunghissima esperienza in questo specifico settore», un curriculum costruito nel cuore dell'industria della difesa che, nell'attuale fase di espansione produttiva, è parso al governo un valore imprescindibile.
Il contesto: Leonardo tra geopolitica e mercati
La partita sui vertici di Leonardo si inserisce in un quadro più ampio. Con la guerra in Ucraina che non accenna a concludersi e i Paesi europei impegnati a rafforzare le proprie capacità militari, le aziende del comparto difesa sono chiamate a una trasformazione profonda, sia in termini di volumi che di strategie industriali. In questo scenario, la scelta di un profilo tecnico e operativo come Mariani appare coerente con una fase in cui contano soprattutto capacità produttive e relazioni consolidate con i clienti istituzionali.