Lega, Fontana e Romeo avvertono Salvini: "Così non si va avanti: prima di Pontida serve una soluzione"

Alla Versiliana nuovi affondi dei due esponenti lombardi contro la leadership del segretario, ma anche un'apertura al confronto

A cura di Redazione Redazione
21 agosto 2026 09:06
Lega, Fontana e Romeo avvertono Salvini: "Così non si va avanti: prima di Pontida serve una soluzione" - PH ANSA
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La Lega prova a ricucire, ma la fronda del Nord non arretra. A un mese da Pontida, dal palco della Versiliana, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda, tornano a lanciare segnali molto critici nei confronti del segretario Matteo Salvini. Il messaggio è netto: "Così non si va avanti", ma prima del grande raduno sul "sacro suolo" serve trovare una soluzione.

Fontana assicura che con Salvini il dialogo non si è mai interrotto, ma ritiene necessario lavorare a "un nuovo assetto" per rilanciare il partito. L'ipotesi resta quella di una leadership più ampia, nella quale possano avere un ruolo anche governatori e sindaci. Romeo indica invece senza troppi giri di parole il nome che, a suo avviso, dovrebbe essere coinvolto: Luca Zaia. "Bisogna coinvolgere Luca Zaia. E nessuno ha detto che Salvini non debba far parte della squadra, ma che squadra sia", afferma.

Alla Versiliana, dove una settimana fa era arrivato lo stesso Salvini, accolto anche da uno striscione che chiedeva il suo ritorno al Viminale, non sono mancati momenti di tensione. Una manciata di militanti ha contestato le posizioni dei due esponenti lombardi al grido di "Salvini non si tocca". Romeo ha replicato: "Poi siamo noi quelli che vogliono spaccare la Lega...". Tra il pubblico, inoltre, qualcuno ha notato il fratello di Francesca Verdini, compagna di Salvini, intento a fotografare i contestatori.

Per Romeo, però, il problema è soprattutto politico. La Lega, sostiene, è "sempre più schiacciata a destra", ma quello spazio politico è già occupato da Giorgia Meloni e da "un personaggio nuovo", Roberto Vannacci. Il rischio, secondo il senatore, è quello di non riuscire più a trovare una propria identità. "Rischiamo di diventare la brutta copia", osserva.

Il malessere, aggiunge Romeo, è presente anche nella base del partito. "Sono due anni che spegniamo incendi", afferma, ricordando le difficoltà incontrate nell'organizzazione della manifestazione di Milano e dello stesso raduno di Pontida.

E proprio Pontida rappresenta il prossimo appuntamento decisivo. Manca un mese esatto al raduno e i segnali non sembrano particolarmente incoraggianti. Sul pratone è comparso uno striscione con la scritta "Una Lega rinnovata o una Pontida di rivolta". Intanto, al tradizionale appuntamento estivo di Pinzolo, in programma domani, al posto di Salvini sul palco ci sarà il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

Da qui arriva anche la mano tesa dei due esponenti della Lega lombarda, che invitano il segretario a incontrarsi e a confrontarsi. "Quando un amico sta andando a sbattere contro un muro - argomenta Romeo -, se sei suo amico gli dici di correggere il tiro".

I fedelissimi di Salvini, intanto, continuano a sostenere che la protesta interna sia legata soprattutto alla composizione delle liste. Una lettura che Fontana respinge con decisione. Il governatore lombardo assicura di non avere ambizioni per incarichi di partito, nonostante le interpretazioni secondo cui sarebbe stato "mandato avanti" anche perché è arrivato al termine della seconda legislatura e non potrà essere ricandidato alla guida della Regione. "Spero di continuare a svolgere per altri due anni il mio lavoro", ribadisce.

Per Fontana, il tema centrale è invece rappresentare le difficoltà che il partito sta attraversando, anche alla luce di "sondaggi impietosi". "Io voglio solo che la Lega arrivi forte alle elezioni", sottolinea.

Sul tavolo resta anche l'idea di una segreteria allargata, eventualmente attraverso un triumvirato, e quella di trasformare il partito in una formazione confederata sul modello della Cdu-Csu tedesca. Una proposta alla quale, secondo Fontana e Romeo, Salvini avrebbe già detto no, ma che "è ancora valida". L'idea prevede una Lega articolata in una componente al Nord, una al Centro e una al Sud, con l'obiettivo di rafforzare la rappresentanza territoriale e contribuire anche a "superare i pregiudizi del passato" nei confronti del Mezzogiorno.

Il punto di arrivo della riflessione di Fontana e Romeo è quindi chiaro: la Lega ha bisogno di cambiare passo e di ritrovare una propria identità politica. "Così non si va avanti", insistono, denunciando una dirigenza che sarebbe "un po' scollata dal mondo reale". La conclusione è un appello rivolto direttamente a Salvini: "La Lega deve tornare a far paura e a fare la Lega. Noi abbiamo proposto una soluzione, non creato problemi. Speriamo che Salvini la colga".

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