Labour travolto, Reform vola: la destra di Farage ridisegna la mappa politica britannica

Alle elezioni locali i laburisti di Starmer dimezzano i loro consiglieri. Reform Uk primo partito, male anche i Tory. Avanzano Lib-dem e Verdi. Il premier ammette: "Risultato pesante"

A cura di Glauco Valentini Redazione
08 maggio 2026 12:04
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È una débâcle senza precedenti quella che si abbatte sul governo di Keir Starmer nella tornata di elezioni locali britanniche. I primi dati parziali dello spoglio disegnano un quadro impietoso per il Partito laburista: i consiglieri comunali si dimezzano, e il Labour perde la sua posizione di primo partito, scalzato dalla destra populista di Reform Uk, il movimento di Nigel Farage ispirato al modello trumpiano d'oltreoceano.

Reform Uk si afferma come la forza politica più votata in questa consultazione, confermando una crescita impetuosa nei consensi che i sondaggi anticipavano da mesi. Farage, da tempo il volto più riconoscibile del populismo sovranista britannico, incassa un risultato che rafforza la sua presa sull'elettorato deluso e arrabbiato, in particolare nelle aree periurbane e nelle città di provincia.

Non va meglio ai Conservatori, già decimati dalla sconfitta alle ultime elezioni generali: anche il partito di opposizione tradizionale registra perdite significative, schiacciato tra la galoppata di Reform a destra e la tenuta del centro. Guadagnano invece terreno i Liberal-democratici, che confermano la loro capacità di intercettare l'elettorato moderato e deluso dai due grandi partiti, e i Verdi di Zack Polanski, in crescita nelle aree urbane più giovani e progressiste.

Dal quartier generale laburista arriva una risposta sobria ma carica di tensione. Starmer non tenta di minimizzare: «Un risultato pesante», ha dichiarato il premier, riconoscendo apertamente la portata della sconfitta. Poi, però, l'appello alla continuità: «Il governo va avanti». Una formula che suona come un argine contro le voci di chi, all'interno del partito, potrebbe iniziare a mettere in discussione la sua leadership.

Questi voti locali non determinano la composizione del Parlamento, ma il loro valore politico è enorme: sono il termometro più affidabile dell'umore del paese a metà legislatura. E l'umore, oggi, parla chiaro.

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