La Corte Suprema Usa boccia i dazi: duro colpo per Trump

“Una vergogna, ma ho un piano di riserva”, tuona il tycoon. Mercati in festa, Ue in attesa

A cura di Glauco Valentini Redazione
20 febbraio 2026 19:51
La Corte Suprema Usa boccia i dazi: duro colpo per Trump -
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inflitto un colpo inatteso alla politica commerciale di Donald Trump, dichiarando illegittimi i dazi imposti negli ultimi anni a numerosi Paesi. Una decisione storica, arrivata con sei voti favorevoli e tre contrari, che ribalta uno dei pilastri del secondo mandato del presidente americano.

Secondo la maggioranza dei giudici, Trump “non aveva il potere” di introdurre unilateralmente quelle tariffe, giudicate prive di adeguato fondamento giuridico. A sorprendere è stata soprattutto la spaccatura interna al fronte conservatore: tre giudici nominati da presidenti repubblicani si sono schierati con i tre colleghi di nomina democratica, modificando gli equilibri interni della Corte.

La reazione del presidente non si è fatta attendere. Trump ha definito la sentenza “una vergogna”, assicurando però di avere “un piano di riserva” per difendere la sua strategia economica. Le sue parole non hanno però scalfito l’entusiasmo dei mercati: le Borse sono volate e il dollaro si è indebolito, segno che gli investitori scommettono su un allentamento delle tensioni commerciali globali.

In Europa, Bruxelles ha invitato alla prudenza. L’Unione europea ha dichiarato di attendere “chiarezza” sugli sviluppi, mentre l’Eurocamera valuta il rinvio del voto sulla ratifica dell’intesa commerciale con Washington, previsto per il 24 febbraio.

Dall’altra parte del confine, il Canada ha accolto la notizia con soddisfazione: per Ottawa, la sentenza rappresenta la conferma che “le tariffe erano ingiustificate”.

Più cauto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, secondo cui la rimozione dei dazi è “sempre una buona notizia”, ma non tale da produrre “grandi cambiamenti” nel breve periodo.

Gli analisti prevedono ora una possibile ondata di ricorsi da parte di aziende e governi colpiti dalle tariffe, con un potenziale contenzioso da centinaia di miliardi di dollari. Una partita che potrebbe ridefinire non solo la politica commerciale americana, ma anche i rapporti economici globali nei prossimi anni.

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