La Corte penale internazionale deferisce l’Italia per mancata cooperazione sul caso Almasri

Trasmissione formale all’Assemblea degli Stati Parte: Roma chiamata a chiarire la propria posizione sulla collaborazione futura

A cura di Glauco Valentini Redazione
02 aprile 2026 15:19
La Corte penale internazionale deferisce l’Italia per mancata cooperazione sul caso Almasri - Il generale libico Njeem Osama Almasri Habish
Il generale libico Njeem Osama Almasri Habish
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La Corte penale internazionale (CPI) ha ufficializzato il deferimento dell’Italia all’Assemblea degli Stati Parte per mancata cooperazione nel procedimento relativo a Almasri, cittadino libico accusato di torture. La decisione, datata 26 gennaio 2026, è stata trasmessa il 29 gennaio dalla presidenza della Corte al presidente dell’Assemblea, come confermato in un comunicato diffuso dall’Aja.

Nel documento, la CPI ripercorre le tappe principali della vicenda e sottolinea come l’Italia non abbia adempiuto a una richiesta formale di cooperazione avanzata nell’ambito dell’indagine sul presunto torturatore libico. La mancata esecuzione della richiesta ha portato la Corte ad attivare la procedura prevista dallo Statuto di Roma per i casi di inadempienza.

Un rappresentante del governo italiano è stato invitato a partecipare alla riunione dell’ufficio di presidenza dell’Assemblea, tenutasi ieri, per discutere le implicazioni del deferimento e illustrare quali misure Roma intenda adottare per garantire una piena collaborazione con la Corte in futuro.

L’ufficio di presidenza presenterà ora una relazione dettagliata sulle azioni intraprese dall’Italia, accompagnata da eventuali raccomandazioni, che sarà esaminata nella prossima sessione dell’Assemblea degli Stati Parte.

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